Prima il sit in davanti alla fabbrica poi la decisione di arrampicarsi a 60 metri di altezza. A Portovesme riesplode la protesta dei lavoratori dell’Eurallumina, azienda che sotto il controllo della russa Rusal, costituisce il primo anello della filiera dell’alluminio. Una decisione presa in attesa del vertice al Ministero previsto per domani quando si dovrebbe decidere sul futuro dell’impresa.
L’azienda, che oggi ha un’esposizione debitoria di 1 milione di euro, deve fare i conti con il congelamento delle risorse finanziarie disposto dall’autorità competente nell’ambito delle sanzioni alla Russia. Da un anno la Rusal ha smesso di versare gli oltre 2 milioni di euro al mese per tenere in piedi lo stabilimento sardo (fermo dal 2009). Le risorse che dovrebbe erogare lo Stato, secondo la denuncia dei sindacati e lavoratori), per tenere in piedi la fabbrica non arrivano e cresce il debito.
Ora la protesta con la decisione più dura. «Basta rinvii, ora ognuno si assuma le proprie responsabilità – [...]
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