Attentato 11 settembre: dopo 25 anni le rivelazioni di Mamdani e la pista dell’Arabia Saudita

A 25 anni dall’attentato dell’11 settembre 2001, l’America ricorda il giorno della tragedia mentre emergono pesanti accuse alle autorità di New York e nuovi indizi sul coinvolgimento dei sauditi

È un martedì mattina, l’11 settembre 2001. Mentre tutti stanno cominciando la giornata lavorativa, quattro aerei di linea di due grandi compagnie aeree statunitensi (United Airlines e American Airlines), vengono dirottati da 19 terroristi legati al gruppo armato al-Qaida.

Uno degli aerei viene indirizzato verso Washington con l’obiettivo di colpire il Campidoglio o la Casa Bianca, ma quando i passeggeri capiscono la situazione, si rivoltano contro i terroristi e riescono a prendere il controllo dell’aereo, facendolo precipitare al suolo. Un altro velivolo riesce a colpire il Pentagono, sede del dipartimento della Difesa americano, distruggendo un’area dell’edificio.

Infine, gli ultimi due aerei dirottati si abbattono sulle Torri Gemelle del World Trade Center a New York. In meno di due ore dal primo impatto, avvenuto alle 08:46 ora locale, entrambi i grattacieli crollano completamente, distruggendo o danneggiando anche tutti gli altri edifici del World Trade Center.

Il bilancio degli attacchi conta migliaia di feriti e 2.977 vittime, tra cui numerosi soccorritori, paramedici e vigili del fuoco accorsi per primi per cercare di recuperare dei superstiti tra le macerie delle Twin Towers.

Gli attentati dell’11 settembre sono uno dei più importanti momenti spartiacque della storia recente. Dopo quel momento drammatico ha inizio la stagione della “guerra al terrore”, promossa dagli Stati Uniti in risposta a quello che Washington ha da subito considerato un atto di guerra.

Venticinque anni dopo quel trauma collettivo, continuano a esserci zone d’ombra e nuove rivelazioni. L’attuale sindaco di New York Zohran Mamdani ha annunciato la pubblicazione di 170.000 documenti secondo cui le amministrazioni cittadine dell’epoca avrebbero mentito riguardo ai rischi per la salute intorno al luogo dell’attentato.

L’accusa è pesante: le autorità sapevano che l’aria intorno al World Trade Center non era respirabile, ma hanno comunque spinto i cittadini a recarsi nell’area e a tornare nelle proprie abitazioni. L’obiettivo sarebbe stato minimizzare l’impatto economico degli attacchi.

I documenti rivelano che l’aria conteneva sostanze tossiche e cancerogene, tra cui amianto e mercurio, anche mesi dopo l’attacco. Sotto il sito del crollo delle Torri Gemelle, infatti, alcuni incendi sotterranei hanno continuato a bruciare fino al dicembre del 2001, contribuendo a mantenere alti i livelli [...]

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