Attentato Ranucci, Lavitola ammette al Gip: «Sono io il mandante»

Lavitola è agli arresti da lunedì 10 agosto dopo che i carabinieri del Nucleo Investigativo hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Iole Moricca a seguito della richiesta avanzata dalla procura di Roma

“Lavitola ha confermato l’ipotesi accusatoria della procura ammettendo di essere stato il mandante dell’attentato e dice di averlo fatto per tutelare l’incolumità di Ranucci che era oggetto di parecchi pericolosi tentativi di aggredirlo e fargli innalzare il livello di protezione”. Così l’avvocato Sergio Cola al termine dell’interrogatorio di garanzia di Valter Lavitola nel carcere di Rebibbia.

L’interrogatorio di garanzia per Valter Lavitola nel carcere di Rebibbia è durato cinque ore. Per lui l’accusa è quella di essere il mandante dell’attentato dell’ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci. al faccendiere viene contestato anche il metodo mafioso.

Lavitola è agli arresti da lunedì 10 agosto dopo che i carabinieri del Nucleo Investigativo hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Iole Moricca a seguito della richiesta avanzata dalla procura di Roma. Destinatario della misura emessa dal gip è anche Gomes Clesio Tavares, factotum di Lavitola, che attualmente si troverebbe in Africa. Nei suoi confronti i pm capitolini avvieranno l’iter per l’estradizione.

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