
Stretta dell’Unione Europea sulle ricariche elettriche: colonnine obbligatorie ogni 60 chilometri, tariffe trasparenti al kWh e addio alle app obbligatorie per pagare.
Guidare un’auto elettrica in Europa sta davvero per diventare più semplice, o almeno, questa è la promessa che arriva da Bruxelles. L’Unione Europea, con il nuovo regolamento Afir, ha infatti deciso una serie di norme stringenti pensate per abbattere le barriere burocratiche, la frammentazione dei servizi e le complicazioni tecniche che finora hanno reso la ricarica pubblica un vero e proprio percorso a ostacoli per chi guida tutti i giorni.
La novità più importante è la copertura: sulle principali tratte stradali europee della rete Ten-T, ogni Paese avrà l’obbligo di installare stazioni di ricarica rapida a non più di 60 chilometri di distanza l’una dall’altra. Un paletto fondamentale che punta a cancellare definitivamente la cosiddetta “ansia da autonomia”.
Ma il cambiamento più evidente riguarda i pagamenti. Chi guida un’auto elettrica non dovrà più perdere tempo a scaricare applicazioni dedicate, creare account di registrazione o sottoscrivere abbonamenti temporanei legati a un singolo operatore. Le colonnine installate a partire dal 13 aprile 2024 dovranno offrire la massima libertà di accesso, consentendo il saldo immediato e sicuro tramite le normali carte di credito, i sistemi contactless o soluzioni digitali rapide come i codici QR.
Anche sul fronte dei prezzi e della chiarezza dell’offerta la musica cambia radicalmente, ponendo fine a tariffe spesso difficili da decifrare. Gli operatori sono tenuti a esporre costi trasparenti e confrontabili, basati sul consumo effettivo per kilowattora per le stazioni più potenti attive sempre dal 13 aprile 2024. A completare il quadro interviene poi l’obbligo di connettività digitale h24 per tutte le colonnine, permettendo ai sistemi di bordo di conoscere in tempo reale l’effettiva disponibilità e lo stato di efficienza dei punti di ricarica lungo il tragitto.
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