Autorizzazioni rating Esg, dall’Italia il maggior numero di richieste a Esma

Per lavorare in Europa, le agenzie devono essere iscritte a un registro gestito dall’authority europee

Ventuno. È il numero delle società italiane che hanno notificato all’Esma, l’authority europea dei mercati finanziari, di voler continuare a produrre rating Esg. Italia al primo posto in questa classifica: dopo di noi Germania con 17, Francia con 10, Paesi Bassi 6 e via via gli altri. L’elenco è sul sito Esma: entro il 2 novembre tutte le società che hanno effettuato la notifica dovranno poi presentare la domanda per la registrazione nell’elenco che avverrà dopo l’esame dell’authority. È il procedimento a tappe previsto dal regolamento europeo 2024/3005 per le agenzie di rating Esg che vogliono lavorare sul territorio del Vecchio continente.

Per non penalizzare le società più piccole rispetto ai colossi del rating, è stato introdotto un regime temporaneo di tre anni (previsto dall’articolo 5 del regolamento) «che offre requisiti più proporzionati per i piccoli fornitori di rating Esg», si legge sul sito Esma. Per tre anni dunque, le piccole aziende di rating Esg avranno meno incombenze di compliance; i requisiti per accedere al regime temporaneo sono quelli indicati da Esma sul sito: «Non devono superare due dei seguenti requisiti a livello individuale e, quando rilevante, di gruppo: bilancio totale inferiore o uguale a 5 milioni di euro; fatturato netto inferiore o uguale a 10 milioni di euro; dipendenti medi inferiore o uguale a 50».

Oltre all’elenco delle società che hanno notificato la richiesta, c’è anche una lista di società che hanno già avuto il [...]

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