
Tra Fajãs, piscine naturali e dove la natura domina incontrastata è una destinazione ideale per chi ama percorsi a piedi
«Quest’isola dalla forma slanciata, che sembra un grande animale a galla sull’acqua, mostra sul suo muso rocce appuntite come denti».
È così che lo scrittore portoghese Raul Brandão descrive São Jorge all’interno di As Ilhas Desconhecidas; nel libro sono raccolti gli appunti e il diario del viaggio da lui compiuto nel 1924 alla scoperta dell’arcipelago delle Azzorre. Seppur oggi queste nove isole portoghesi non siano più desconhecidas, ovvero sconosciute, rimangono una meta lontana dal turismo di massa, apprezzate da chi ama i luoghi in cui la natura domina incontrastata. Quarta isola più grande dell’arcipelago e parte del gruppo centrale, São Jorge emerge dal blu dell’Oceano Atlantico con il suo profilo lungo e stretto, cinquantaquattro chilometri per un massimo di sette in larghezza, che ricorda per davvero un animale addormentato. Che si raggiunga in traghetto, i collegamenti diretti sono attivi dalle isole di Pico e Faial, o in aereo da São Miguel e Terceira, São Jorge ha molto da offrire. Classificata Riserva della Biosfera per la magia delle fajãs, è una terra di pascoli rigogliosi, su cui brucano tantissime mucche che contribuiscono alla produzione del famoso formaggio DOP São Jorge, di sentieri escursionistici con spettacolari vedute panoramiche, una terra in cui è persino possibile degustare il caffè locale.
Quando si giunge a São Jorge appare subito chiaro qual è l’elemento che caratterizza il suo paesaggio: ad incoronarla regno delle iconiche fajãs, aree pianeggianti formate da antiche colate laviche che hanno interessato le scogliere a picco sull’oceano, è sia il numero, circa settantaquattro, sia la loro unicità. Tra le fajãs più ambite della costa settentrionale, facilmente accessibile percorrendo un breve sentiero a piedi, c’è Fajã do Ouvidor, dove si trova una delle piscine naturali più affascinanti di tutta l’isola, Poça Simão Dias. Ci si troverà così a nuotare nel blu dell’Oceano Atlantico in contrasto al nero delle colonne di basalto che si ergono aguzze sulle scogliere lambite dall’acqua. Sull’isola infatti non esistono spiagge tradizionali, ma i punti di balneazione coincidono con singolari piscine naturali disseminate per tutta l’isola. Tra le fajãs del versante sud orientale Fajã dos Cubres crea uno dei paesaggi più inattesi, una laguna dall’acqua cristallina. Il viaggio attraverso le fajãs più celebri prevede una sosta in quella dos Vimes, che si distingue perché il microclima della zona offre le condizioni necessarie per la coltivazione del caffè. Le piantagioni producono circa cento – centocinquanta chili di caffè all’anno e i chicchi vengono coltivati, tostati e serviti nell’unico bar di questa fajã, Nunes, dove poter degustare un caffè dall’aroma intenso. Fajã dos Vimes si raggiunge in auto percorrendo una strada molto panoramica, ma i più allenati possono anche arrivarci a piedi camminando lungo un percorso impegnativo che inizia dall’estremità sud-orientale dell’isola, Serra do Topo, e termina sei chilometri dopo, a Fajã dos Vimes.
La presenza di numerosi sentieri, tutti dall’incredibile valore naturalistico e paesaggistico, rende São Jorge una meta ideale per chi ama l’escursionismo, seppur sia necessario un buon allenamento perché si tratta di itinerari di difficoltà medio-alta per via della conformazione dell’isola. Tra i sentieri più noti c’è quello che collega due delle fajãs più emblematiche delle Azzorre, Fajã do Santo Cristo a Fajã dos Cubres; mentre il Caminho das Fontes è un percorso ad anello lungo circa otto chilometri che ha inizio dal porto del villaggio di Calheta, sul versante sud dell’isola, deve il suo nome alla fonte “da Rocha” che un tempo veniva utilizzata dagli abitanti locali per lavare gli indumenti. Ma non occorre essere sportivi per lasciarsi conquistare dal fascino di quest’isola. Anche chi la visita in giornata, dopo aver esplorato alcune delle fajãs più suggestive e prima di riprendere il traghetto o il volo di ritorno, può apprezzare la rara quiete che la contraddistingue, spingere lo sguardo fino all’orizzonte oppure mantenerlo sulle incantevoli ortensie che decorano ogni spazio, concentrarsi sul verde brillante dei prati che digradano verso il blu dell’oceano, ammirare spettacolare panorami costieri. Ad esempio si può scoprire il lato più verde di São Jorge visitando il Parco forestale di Sete Fontes a Rosais, sull’estremità nord occidentale dell’isola: un’oasi dalla vegetazione rigogliosa e variegata, fra cui una vasta collezione di piante comuni, oltre a specie endemiche della Macaronesia; da non perdere la meravigliosa vista panoramica che si apre dai belvedere del Pico da Velha e di Ferrã de Afonso. Ma si possono anche visitare, sul litorale di Urzelina, i Moinhos dos Mistérios (mulini dei misteri), i tradizionali mulini a vento finemente decorati, parte del patrimonio culturale dell’isola; oppure rimanere senza fiato dinanzi allo splendore della chiesa di Santa Bárbara a Manadas, risalente al XVIII secolo, è uno dei più begli esempi di architettura barocca delle Azzorre.
Percorrendo le strade di São Jorge, si nota subito che le mucche al pascolo sono una presenza costante del paesaggio. Sono infatti oltre trentamila quelle che brucano l’erba verdissima e tenerissima contribuendo all’attività economica più importante dell’isola: la produzione del gustoso queijo São Jorge DOP. Un formaggio stagionato a pasta dura, la cui storia risale al XV secolo, quando i primi coloni, tra cui alcuni fiamminghi esperti nella produzione casearia, riconobbero nelle condizioni climatiche dell’isola l’ambiente ideale per la creazione di un formaggio unico. Inizialmente prodotto artigianalmente e in ambito familiare, nel corso del tempo divenne essenziale per l’economia locale ed oggi è un prodotto d’eccellenza della gastronomia e rinomato a livello internazionale. Uno dei punti di acquisto e degustazione del queijo São Jorge DOP è lo stabilimento Uniqueijo, l’unione delle cooperative agricole del settore lattiero-caseario di São Jorge, che ha sede nella cittadina di Velas.
In linea con lo spirito autentico dell’isola, alcune strutture ricettive propongono un’ospitalità rispettosa dell’ambiente, senza rinunciare ai comfort: una selezione di tre indirizzi per vivere un soggiorno originale. Nella località di Urzelina Le Cabanas da Viscondessa accolgono gli ospiti in una rivisitazione contemporanea di capanne che consentono di entrare in contatto con la natura dell’isola, ma anche con la sua storia perché la struttura faceva parte del vasto patrimonio ereditario della viscontessa Isabel Beatriz de Azevedo Pereira e Sousa (prozia bisnonna dell’attuale proprietario) che, intorno a metà Ottocento sposò il figlio di una delle famiglie più ricche e influenti di São Jorge. Circondato dall’oceano e dalla foresta, che custodisce il più grande insieme di alberi da frutto tropicali e subtropicali biologici d’Europa, Retiro Atlantico è un glamping con annessa azienda agricola biologica certificata: qui è possibile dormire nel comfort di una yurta (la tradizionale tenda mongola), seguire una lezione di yoga o una sessione dedicata all’alimentazione, gustare una colazione preparata con i prodotti locali. Inserite nel tranquillo contesto di Fajã do Cavalete, la struttura Abrigo da Cascata propone un soggiorno in case che offrono tutta la tranquillità di un ambiente rurale, a partire dalla cascata che dà il nome a questo complesso di abitazioni, senza rinunciare ai comfort e ai servizi. Qualunque sia l’esperienza che si scelga di fare e il luogo che si desidera visitare, è facile cogliere l’essenza di São Jorge: sono i suoni, i colori, i gusti e le forme di una natura che si esprime in tutta la sua potenza. E che invita ognuno a riconoscere nel profilo di quest’isola l’animale che più gliela ricorda.
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