Bankitalia: stima crescita del Pil 2026 all’1% (0,9% corretto per giorni lavorativi)

Via Nazionale valuta che l’inflazione al consumo aumenti al 3,2 per cento nella media del 2026, sospinta dalla componente energetica, e scenda al 2,4 nel 2027 e all’1,7 per cento nel 2028

La Banca d’Italia stima che nel 2026 il Pil aumenti dello 0,9% (variazioni stimate su dati trimestrali destagionalizzati e corretti per il numero di giornate lavorative, secondo criteri Eurosistema), crescita che tuttavia sale al’1%, come quella del Governo nel Dpb senza tale correzione. Negli anni successivi la stima è dello 0,7 il prossimo e dello 0,8 per cento nel 2028. Al netto della correzione per le giornate lavorative, l’aumento nei tre anni sarebbe rispettivamente dell’1,0, dello 0,7 e dello 0,6 per cento. L’attività economica beneficierebbe di un andamento favorevole della domanda estera. Quella interna risentirebbe del rincaro dell’energia e dei maggiori costi di finanziamento, che frenerebbero la spesa delle famiglie e i piani di investimento delle imprese.

La Banca d’Italia valuta che l’inflazione al consumo aumenti al 3,2 per cento nella media del 2026, sospinta dalla componente energetica, e scenda al 2,4 nel 2027 e all’1,7 per cento nel 2028. L’inflazione di fondo rimarrebbe sostanzialmente stabile intorno al 2 per cento lungo l’orizzonte previsivo. «L’incertezza su queste proiezioni è elevata, in particolare in connessione con l’evoluzione del conflitto mediorientale. Le conseguenze di andamenti differenti dei prezzi delle materie prime sono esaminate in scenari alternativi». Le proiezioni sono formulate sulla base delle informazioni disponibili al 9 ottobre.

Nello scenario di base i prezzi del petrolio si collocano a 114 dollari al barile e quelli del gas naturale a 76 euro a megawattora nella media del quarto trimestre di quest’anno, per poi scendere [...]

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