Barrese: «In 6 anni 12 miliardi per l’export. Al lavoro su Mercosur e India»

Il responsabile della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo: «Stiamo lavorando per finalizzareaccordi con partner bancari sui mercati più dinamici

«In un contesto di incertezza globale come quello che stiamo attraversando, è importante accompagnare le imprese in percorsi di crescita internazionale che possano anche aumentare la diversificazione della loro presenza sui mercati e quindi del loro fatturato». Secondo Stefano Barrese, responsabile della divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, l’attività all’estero è essenziale per un Paese come l’Italia, secondo esportatore in Europa e tra i primi cinque a livello mondiale.

Da qui l’ideazione di programmi di accompagnamento delle Pmi su mercati chiave, come gli Stati Uniti, che fanno leva anche sulla storica presenza all’estero del gruppo bancario guidato da Carlo Messina, attraverso la sua rete di filiali e uffici.

Programmi che, aggiunge Barrese, «aiutano a far crescere non solo le nostre aziende, ma anche noi, perché anche noi impariamo attraverso queste attività e modifichiamo le nostre azioni, facendo una sorta di “scale up” della nostra proposta». Le missioni nella Silicon Valley, realizzate negli ultimi tre anni in collaborazione con Innovit, ne sono un esempio: partito con le start up, il progetto è evoluto lo scorso anno coinvolgendo alcune selezionate Pmi innovative, clienti della banca, per arrivare quest’anno a concentrarsi su un settore specifico e dall’elevato potenziale di crescita, la Space Economy.

Non solo: «Lo scorso anno, sia attraverso gli incontri di mentoring fatti dalle nostre aziende durante la missione a San Francisco, sia attraverso un’attività di interlocuzione tra noi e alcuni grandi gruppi della Silicon Valley, ci siamo resi conto di quanto sia importante creare una connessione tra questi gruppi e le nostre pmi manifatturiere – aggiunge Barrese –. C’è infatti ancora una lacuna significativa nell’economia americana in generale e nella Silicon Valley in particolare, che hanno tanta tecnologia di frontiera, ma una limitata capacità di trasferimento tecnologico nella manifattura di base, più tradizionale, che è invece un ambito in cui l’Italia eccelle». Ecco perché è fondamentale mettere in connessione le realtà italiane, spesso piccole e difficilmente in grado di arrivare da sole alle «big Corp» globali, con questa [...]

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