Bernini: «30mila nuovi posti letto entro metà 2027»

Lo ha detto il ministro per l’Università e la Ricerca, al convegno organizzato da Fondazione Collegio delle Università Milanesi nel capoluogo lombardo. Online il portale del Mur per orientare famiglie e studenti fuori sede alla ricerca di un alloggio

È online la nuova piattaforma del Ministero dell’Università e della Ricerca sull’housing universitario. Il nuovo portale – sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Torino – è stato presentato oggi a Milano dal Ministro Anna Maria Bernini. Il sito, spiega il Mur, mette a disposizione di studenti e famiglie una mappa interattiva per individuare le strutture e gli interventi dedicati alla residenzialità universitaria, consultarne le principali caratteristiche e orientarsi nella ricerca di un alloggio.

Infografiche, dati e indicatori consentono inoltre di conoscere dimensioni, distribuzione e risultati delle principali misure pubbliche dedicate all’housing universitario, dalla Legge 338/2000 al Pnrr.
Il Piano Housing del Ministero dell’Università e della Ricerca, finanziato con le risorse del Pnrr, il Mur ha – spiega il ministero – consentito di raggiungere e superato il target Pnrr dei 60mila nuovi posti letto per studenti universitari. Sono, infatti, oltre 63.200 i posti complessivamente attivati dal Piano a livello nazionale, la cui distribuzione sul territorio sarà ora visibile attraverso la nuova piattaforma.

«Sono circa 30mila i posti letto per studenti universitari che devono ancora essere realizzati nell’ambito del Pnrr e dovranno essere pronti entro la metà del 2027 – ha spiegato la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, a margine del convegno organizzato da Fondazione Collegio delle Università Milanesi -. Il modello Pnrr ha creato 63.220 posti letto, di cui 33mila già pronti. Per i circa 30mila ancora da realizzare, entro il 30 agosto abbiamo fatto sottoscrivere gli atti d’obbligo, gli impegni agli imprenditori, perché questo è l’accordo che abbiamo preso con la Commissione e con l’Unione europea».
La ministra ha assicurato che il dicastero continuerà a vigilare sulla realizzazione, assieme alla struttura commissariale e agli enti per il diritto allo studio.
«Abbiamo fatto un accordo rinforzato con la Guardia di Finanza perché ci supporti nella gestione di questa fase in cui i posti letto devono essere organizzati, gestiti e certamente realizzati entro la metà del 2027. Una residenza non è soltanto un alloggio: è un luogo in cui si vive, si studia, si incontrano altre persone e si cresce. Oggi facciamo un passo in più anche per rendere più semplice trovare le informazioni. Con la nuova piattaforma Mur sull’housing, studenti e famiglie potranno conoscere le residenze presenti sul territorio, orientarsi tra le opportunità disponibili e avere un quadro più chiaro di come sta crescendo l’offerta di alloggi universitari in Italia».

Una parola sui costi. «La cosa più importante in questo momento – ha aggiunto Bernini – è abbassare il prezzo degli immobili e sicuramente immettere 73mila posti letto in più rispetto ai 40mila che ho trovato aiuta anche ad abbassare i prezzi per le famiglie, per il ceto medio, per tutti. Non abbiamo un costo fisso: almeno il 30 per cento dei posti è gratuito perché legato agli enti per il diritto allo studio, mentre per gli altri è prevista una riduzione di almeno il 15 per cento rispetto ai valori medi di mercato». Valori che, secondo la ministra, sono stati certificati presso l’Agenzia delle Entrate «comune per comune, strada per strada».

«La residenzialità universitaria è una componente essenziale del sistema universitario e del diritto allo studio. La sfida che abbiamo davanti non riguarda ormai solo la disponibilità di soluzioni abitative, ma è quella di proporre una qualità nuova per l’esperienza di vita universitaria – ha dichiarato Stefano Blanco, direttore generale della Fondazione Collegio delle Università Milanesi -. Gli spazi in cui gli studenti trascorrono una parte così importante della loro vita incidono sul percorso universitario e formativo. La qualità architettonica e la cura degli ambienti favoriscono le relazioni, creano un senso di comunità e rendono più significativa la vita universitaria, soprattutto in una grande città come Milano».

Un esempio concreto di questa attenzione alla qualità degli spazi è proprio uno dei tre progetti premiati: l’Edificio L del Collegio di Milano, realizzato dalla Fondazione Collegio delle Università Milanesi e progettato dallo studio Piuarch. Il progetto si inserisce nel campus del Collegio di Milano e dialoga con l’edificio originario progettato da Marco Zanuso, ponendo particolare attenzione al rapporto tra gli ambienti privati e quelli condivisi. L’architettura diventa così uno degli elementi attraverso cui costruire una dimensione residenziale capace di accompagnare il percorso formativo degli studenti.

«Il riconoscimento all’Edificio L ci rende particolarmente orgogliosi perché premia un’idea di residenza che è da sempre al centro del nostro progetto – ha dichiarato Salvatore Carrubba, Presidente della Fondazione Collegio delle Università Milanesi -. Un collegio non è semplicemente il luogo in cui uno studente trova una stanza: è un ambiente nel quale vivere gli anni della formazione, confrontarsi con gli altri e sviluppare il proprio percorso personale. Per questo crediamo che la bellezza e la cura dei luoghi abbiano un valore concreto: contribuiscono alla qualità della vita degli studenti, al modo in cui una comunità cresce e all’attrattività di Milano».

La Fondazione Collegio delle Università Milanesi riunisce otto università milanesi e anima il Collegio di Milano, collegio di merito accreditato dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Alla dimensione residenziale affianca una proposta formativa complementare al percorso universitario e interdisciplinare, prevedendo forme di sostegno per consentire l’accesso a studenti meritevoli, ma privi di mezzi.

La stessa attenzione alla relazione tra architettura e vita universitaria è alla base del progetto di recupero dell’ex Istituto Marchiondi-Spagliardi, uno dei più significativi interventi che vedranno impegnata la Fondazione nei prossimi anni. Il complesso progettato negli anni Cinquanta da Vittoriano Viganò sarà recuperato nell’ambito del progetto “Life from Arts”, che prevede la nascita di una nuova residenzialità universitaria insieme a spazi destinati alla formazione e alle attività culturali.

L’intervento ha ottenuto un cofinanziamento del ministero dell’Università e della Ricerca di 36,7 milioni di euro nell’ambito della Legge 338/2000, a fronte di un investimento complessivo di circa 45 milioni di euro. Il progetto collega così il sostegno pubblico alla residenzialità studentesca con il recupero di uno dei patrimoni più significativi dell’architettura milanese.

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