Bettelli: «Ordini ripartiti con il via ai bonus ma escludere il cloud è un errore»

«Determinante per competere la strategia digitale delle imprese, il software as a service va inserito nella misura».

«La misura è più semplice e sta favorendo una ripresa delle decisioni di investimento, confermando l’idea che quando le regole sono chiare i progetti delle imprese vengono avviati. Anche se il vero banco di prova, esaurita la coda dei piani che erano stati congelati proprio in attesa del varo effettivo della normativa, sarà nel terzo e quarto trimestre dell’anno».

Bruno Bettelli, presidente di Federmacchine, è in un punto di osservazione privilegiato per valutare impatto e portata del provvedimento, rappresentando le associazioni di categoria dei produttori di impiantistica, 5mila aziende responsabili di 52 miliardi di ricavi, realizzati con beni che sono in gran parte oggetto della nuova incentivazione: tra macchine utensili e linee per packaging, telai e forni per piastrelle, o ancora impianti per trattare ogni tipo di materiale «I primi dati – spiega – sono incoraggianti e devo dire che gli ordini sbloccati non riguardano solo le macchine utensili ma anche altri processi produttivi. L’entusiasmo però si potrà concretizzare solo tra qualche tempo, tenendo conto che in questi mesi, come si è visto nei dati delle commesse interne, molte decisioni di investimento sono state rimandate, proprio in attesa del varo effettivo della nuova normativa».

Così come accaduto per l’area delle macchine utensili, i numeri del perimetro allargati di Federmacchine dicono infatti che a fronte di una tenuta delle commesse internazionali, in crescita nel primo semestre di quasi due punti, quelle interne si riducono del 9,2%, di oltre dieci punti nel trimestre aprile-giugno.

Impasse interrotta il 12 giugno con l’avvio della piattaforme Gse per le prenotazioni, anche se a mancare all’appello è ancora la modulistica per quanti hanno già terminato l’investimento e devono finalizzare la richiesta al fisco. «In effetti ci sono alcune aziende nostre associate che hanno già completato l’installazione dei nuovi impianti e stanno aspettando di poter completare l’iter, manca ancora l’ultimo miglio. Devo dire che l’avvio del tavolo di lavoro della Meccanica con il Mimit anche da questo punto di vista è un passaggio importante e non formale per confrontarsi si questi temi, con razionalità e metodo. Tenendo conto dei ritardi nell’avvio della misura rispetto alla Legge di Bilancio, abbiamo ad esempio chiesto a più riprese di poter pensare di estendere la normativa oltre la scadenza attualmente prevista di settembre 2028, per ripristinare così l’arco temporale inizialmente previsto. Su questo punto sono fiducioso, anche perché trattandosi di una norma che lavora con fondi nazionali i vincoli europei che abbiamo visto in passato non ci sono o sono comunque meno stringenti».

Se la durata temporale pluriennale del provvedimento, a lungo chiesta dalle imprese per poter permettere di programmare le scelte di investimento, è salutata con favore, resta la criticità legata all’esclusione dall’incentivazione di alcune tipologie di software.

«Non avere incluso il software as a service in cloud è in effetti un problema – spiega l’imprenditore – tenendo conto del fatto che ormai per le nostre aziende la fornitura di questi servizi al cliente rappresenta un parte fondamentale dell’offerta, che va oltre la semplice fornitura dell’hardware, cioè dell’impianto o della linea produttiva. La trasformazione di un bene strumentale in una piattaforma digitale è quello che stiamo cercando di fare ed è importante operare anche in termini di incentivazione per poter far evolvere in questa direzione i modelli di business. Dal Governo era arrivata la disponibilità a valutare questi aspetti ma al momento non ci sono novità e questo crea un contesto di indecisione che non sblocca completamente il potenziale di questo intervento».

 

Articoli correlati