Bilancio UE: 17 paesi contro nuovi tagli a Coesione e Agricoltura

Su iniziativa di Meloni e Dan (Romania), gli Amici della Coesione scrivono alla presidenza di turno irlandese per chiedere di preservare il livello delle risorse destinate ai due capitoli finora più importanti del bilancio. Apertura a nuovo debito “mirato” per finanziare le nuove priorità come difesa, sicurezza e competitività

I 17 paesi Ue Amici della Coesione, in vista del consiglio europeo del 15 e 16 ottobre che discuterà del Quadro finanziario pluriennale 20-34, hanno inviato una lettera al primo ministro irlandese Micheál Martin, presidente di turno dell’UE, per difendere le risorse per la politica di coesione e per l’agricoltura che – si sottolinea – hanno “un ruolo centrale nel sostenere la prosperità dell’Europa e nel produrre benefici concreti per i cittadini europei, opponendosi a ulteriori tagli alle risorse destinate a queste politiche”.

Nella lettera, che secondo fonti diplomatiche si deve all’iniziativa della premier Giorgia Meloni e del presidente della Romania, Nicușor Dan, i 17 leader chiedono che nel prossimo QFP “sia preservato il livello complessivo delle risorse destinate alla politica di coesione e alla politica agricola. Ulteriori riduzioni indebolirebbero politiche che restano essenziali per il conseguimento degli obiettivi economici e sociali dell’Unione”.

Gli Amici della Coesione, dunque, sembrano puntare soprattutto a limitare i danni, evitando altri tagli dopo quelli proposti dalla Commissione. Alla Coesione sono destinati circa 400 miliardi in sette anni mentre all’agricoltura 300 miliardi, Rispettivamente meno del 20% e del 15% del budget complessivo: nei sette precedenti 21-27 Coesione e agricoltura pesavano tra il 30 e il 35%.

Politica di coesione e politica agricola – ricordano i leader – favoriscono la convergenza tra Stati membri e regioni, rafforzano il Mercato unico e sostengono le aree rurali e meno sviluppate. Contribuiscono alla competitività dell’Europa e alla sicurezza alimentare generando benefici diretti e indiretti per le economie di tutta l’Unione. Il loro impatto si traduce in risultati concreti per cittadini, imprese, agricoltori e comunità locali in tutta Europa.

Debito per le nuove priorità

La lettera al presidente di turno del Consiglio europeo, riferiscono le fonti, contiene un’altra importante presa di posizione. Riconosce, infatti, “la necessità di affrontare le nuove priorità europee, tra cui sicurezza e difesa, competitività, connettività, sicurezza energetica e resilienza. Queste priorità non dovrebbero tuttavia essere finanziate attraverso ulteriori riduzioni delle risorse destinate ad Agricoltura e Coesione. Nuove ambizioni richiedono adeguate risorse aggiuntive”.

Perciò gli Amici della Coesione si dicono “pronti a lavorare in modo costruttivo su nuove risorse proprie che possano ridurre la pressione sui bilanci nazionali, a condizione che siano genuine, eque, semplici e non regressive. La lettera indica inoltre, tra le possibili opzioni per creare ulteriore spazio fiscale, “un rimborso più graduale di NextGenerationEU e strumenti europei di debito limitati e mirati a priorità strategiche chiaramente individuate”.

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I Leader chiedono inoltre il superamento dell’attuale sistema dei rebates (sconti di cui beneficiano pochi stati membri) e sottolineano che i contributi nazionali “dovrebbero essere valutati non soltanto in termini assoluti, ma anche tenendo conto dei diversi livelli di prosperità degli Stati membri e dello sforzo relativo richiesto a ciascuno di essi”.

Gli Amici della Coesione invitano la presidenza irlandese a tenere conto di queste priorità nel prossimo Negotiating Box, che dovrebbe essere presentato al Consiglio di metà mese, e ribadiscono il loro “impegno a favore di un bilancio europeo ambizioso ed equilibrato”.

Giorgia Meloni e Nicușor Dan proseguiranno questo impegno congiunto co-ospitando una nuova riunione dei Leader degli Amici della Coesione a margine della prossima riunione del consiglio, con l’obiettivo di mantenere una posizione forte e unitaria nel prosieguo dei negoziati.

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