Biomedicale, da Palermo  la rete delle competenze

Venti nuovi laboratori per l’Its Academy A. Volta e un’alleanza tra Its, imprese, sanità e ricerca. Accordo nazionale sui dispositivi medici, mentre Sicindustria chiede alla Regione di riconoscere i nuovi profili tecnici negli organici della sanità pubblica

Venti nuovi laboratori per il biomedicale e il biotech e una rete che mette insieme formazione, imprese, ricerca e sistema sanitario. Si è chiusa con l’inaugurazione dei Laboratori Biomed e Biotech 4.0 dell’Its Academy Nuove Tecnologie della Vita A. Volta la tre giorni organizzata a Palermo con Sicindustria, dedicata alle professionalità necessarie per accompagnare l’innovazione nella sanità e nella filiera delle tecnologie della vita.

Il taglio del nastro, alla Culla tecnologica di via Principe di Belmonte nel cuore della città, è arrivato dopo tre giornate dedicate ai nuovi profili tecnici, al rapporto con le imprese, alla ricerca applicata e all’innovazione sociale. Nell’ultima giornata sono intervenuti, tra gli altri, il direttore generale del Dipartimento Istruzione della Regione Siciliana Vincenzo Cusumano e il vicepresidente di Confindustria per l’Education e l’Open Innovation Riccardo Di Stefano.

Di Stefano ha legato l’investimento sui laboratori a una questione più ampia. «Il Mezzogiorno sta vivendo un trend di crescita che è sotto gli occhi di tutti. Questo, però, non deve farci pensare che il divario sia stato superato. Il gap rimane, ma siamo davanti a una dinamica positiva che dobbiamo saper accompagnare».

Da qui il ruolo degli Its cresciuti, ha ricordato, da circa 11 mila a 40 mila iscritti, con un placement medio vicino al 90 per cento. «Quello che questo Its e gli altri Its virtuosi italiani stanno provando a fare è scardinare uno dei tabù più radicati del nostro Paese: l’idea che la formazione tecnica sia una formazione di serie B». Il riferimento è anche alla riforma del “4+2”: «Un ragazzo può iniziare il proprio percorso a 14 anni e arrivare potenzialmente a 20 anni con un diploma di formazione terziaria e con un posto di lavoro».

Per Di Stefano, ora conta dare continuità agli investimenti: «È finalmente anche un esempio di utilizzo virtuoso delle risorse pubbliche, messe concretamente al servizio dei nostri ragazzi. Ma, una volta tagliato il nastro, questi spazi chiamano tutti noi a un lavoro continuo, perché l’investimento fatto possa produrre risultati duraturi nel tempo».

A Palermo è stato firmato anche, alla presenza del presidente Fabio Faltoni, un accordo quadro triennale tra Confindustria Dispositivi Medici e le nove Fondazioni Its Academy dell’Area 3, “Chimica e Nuove Tecnologie della Vita”. L’obiettivo è creare un raccordo stabile tra formazione tecnica superiore e sistema produttivo e anticipare i fabbisogni professionali delle aziende.

Il settore, ha spiegato Faltoni, conta in Italia oltre 130 mila addetti; le donne sono il 41% degli occupati, il 7% lavora nella ricerca e il 3,4% possiede un dottorato. Il comparto vale quasi 19 miliardi tra mercato interno ed export e conta 4.648 imprese. L’intesa prevede un Osservatorio congiunto sui fabbisogni, coprogettazione dei percorsi, tirocini, apprendistato, placement, ricerca applicata e trasferimento tecnologico.

Per la Sicilia resta aperto il tema dell’utilizzo di queste professionalità nella sanità pubblica. Sicindustria ha chiesto alla Regione di consentire il riconoscimento e l’inserimento negli organici delle Asp e delle aziende ospedaliere delle figure tecniche formate dagli Its.

«Oggi l’accesso ai profili tecnici previsti è legato principalmente al possesso della laurea oppure a qualifiche tecniche tradizionali, senza una previsione adeguata per i diplomati Its dell’Area biomedicale», sottolinea il presidente di Sicindustria Luigi Rizzolo. «È quindi necessario modificare il quadro normativo e organizzativo, individuando profili coerenti con le competenze acquisite e con i fabbisogni reali del sistema sanitario».

La presidente dell’Its Academy A. Volta, Maria Pia Pensabene, insiste sulla rete. «I nostri percorsi nascono per formare professionalità altamente specializzate, costruite insieme alle imprese e in risposta ai fabbisogni reali dei territori. Se il sistema sanitario esprime una domanda crescente di competenze tecniche legate alle tecnologie biomedicali, dobbiamo creare le condizioni perché possano essere effettivamente utilizzate e valorizzate».

Pensabene traccia anche il bilancio della tre giorni: «217 proclamazioni, 44 aziende presenti al B2B con gli studenti». E indica in Sicindustria «un ponte strategico con il sistema delle imprese», capace di intercettarne i fabbisogni professionali e tradurli in percorsi formativi realmente connessi con il mercato del lavoro.

L’altro asse è l’alleanza con Università di Palermo, Cnr, Iemest e Fondazione Ri.MED sul rapporto tra formazione terziaria professionalizzante, ricerca applicata e imprese. L’obiettivo è accorciare la distanza tra ciò che nasce nei laboratori e i bisogni del sistema produttivo, facendo dell’Its una cerniera tra conoscenza, innovazione e domanda delle aziende.

Nell’ultima giornata il confronto si è allargato all’innovazione. Danilo Mazzara, di Skill for Equity, ha proposto anche una sorta di StartCup degli Its, sul modello delle competizioni di Junior Achievement, per mettere in rete idee e progetti sviluppati dagli studenti e collegarli alle imprese e agli ecosistemi territoriali dell’innovazione.

«L’Its può diventare il perno di un ecosistema dell’innovazione, un vero e proprio hub capace di mettere insieme formazione, imprese, ricerca e nuove idee», ha detto Biagio Semilia. «È un modello al quale la Fondazione Innovation Island che presiedo guarda con grande attenzione, perché può aiutare a costruire sul territorio luoghi nei quali le competenze non vengono soltanto formate, ma diventano innovazione e nuova impresa». È questa la prospettiva nella quale l’inaugurazione dei Laboratori Biomed e Biotech 4.0 assume un significato più ampio: non soltanto nuovi spazi didattici, ma un punto di incontro tra formazione, sanità, ricerca, industria e innovazione.

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