
Feralpi Group, Alfa Acciai, Duferco, Industrie Riunite Odolesi, Ori Martin, Ferriera Valsabbia e Raffmetal hanno siglato accordi quest’anno con 12 partner agricoli per avere il 18% del proprio fabbisogno
Con la regia di Confindustria Brescia e Ramet – realtà che riunisce 22 aziende metallurgiche bresciane in un progetto comune per lo studio e il monitoraggio dell’impatto delle loro attività produttive sugli ambienti di lavoro e sul territorio -, e in collaborazione con il Consorzio Italiano Biogas (Cib), alcune tra le principali aziende siderurgiche di Brescia hanno stipulato quest’anno contratti di fornitura di biometano con 12 realtà agricole locali. Si tratta di sei acciaierie: Feralpi Group, Alfa Acciai, Duferco, Industrie Riunite Odolesi, Ori Martin, Ferriera Valsabbia. E un’azienda che produce leghe di alluminio in colata continua: Raffmetal. Complessivamente sono stati firmati approvvigionamenti per un volume di circa 34 milioni di metri cubi all’anno: una quantità che per questo gruppo di aziende copre circa il 18% del fabbisogno di metano annuo e – per fare un confronto – è pari al consumo di 35-40mila abitazioni, sempre nei 12 mesi.
«Questa iniziativa rappresenta un passaggio particolarmente significativo nel percorso di decarbonizzazione dell’industria bresciana, perché traduce gli obiettivi ambientali in un progetto concreto, industrialmente sostenibile e fortemente radicato nel territorio, ma che può rappresentare un esempio anche per altri territori italiani», commenta l’ad del consorzio Ramet Simone Zanolini, che allarga la prospettiva: «Per i settori hard to abate, e in particolare per la siderurgia, la transizione richiede fonti energetiche rinnovabili realmente compatibili con i processi produttivi esistenti. Da questo punto di vista, il biometano rappresenta una soluzione particolarmente efficace, perché consente di sostituire progressivamente il metano fossile senza richiedere radicali modifiche degli impianti».
L’iniziativa ha inizi che risalgono a più di un anno fa. Nel [...]

