
L’intesa raggiunta a livello europeo è per ora un accordo politico preliminare, che richiede un ulteriore confronto tecnico
L’Italia ha raggiunto un accordo preliminare con la Commissione Europea sul decreto bollette che consentirà, una volta attivato il meccanismo – un tetto al prezzo del gas pagato dalle centrali termoelettriche – di calmierare i costi pagati dagli utenti finali in bolletta. Per rendere possibile la riduzione servirà, però, ancora tempo: all’accordo politico, annunciato nei giorni scorsi dal governo, dovrà infatti seguire un compromesso tecnico e la messa a punto di un nuovo decreto, i cui tempi non sono stati ancora chiariti (si parla di fine anno in modo da far partire il taglio da gennaio 2027) e che di fatto andrà a modificare il precedente provvedimento nel quale era previsto un taglio del costo dei cosiddetti Ets, stoppato da Bruxelles.
L’accordo, il cui perimetro sarà fissato in modo definitivo non appena saranno sciolti gli ultimi nodi tecnici, punta a stabilire, per un periodo transitorio di almeno un anno, un price cap sul prezzo del gas attorno ai 60 euro a megawattora (MWh). Palazzo Chigi, parlando dell’intesa nei giorni scorsi, ha fissato l’asticella a 59 euro a MWh: il valore finale si conoscerà quando il governo avrà chiuso la partita tecnica e notificato il testo del nuovo articolo 6 alla Commissione Europea. Se l’asticella sarà questa, la differenza con l’attuale costo del mercato – ora tra gli 85 e i 90 euro – sarà di circa 25 euro a MWh. Con ricadute positive per le famiglie che, avendo un contratto a prezzo variabile indicizzato al Pun (il prezzo unico nazionale), scontano maggiormente le impennate dei prezzi sui mercati internazionali: il risparmio stimato dai tecnici si aggira attorno al 10 per cento. Un aiuto arriverà anche per le imprese, che beneficeranno di circa 1,3 miliardi (la stima è del ministero dell’Ambiente) derivanti dalla vendita del gas stoccato dal Gse e da Snam, utilizzati anchen per tagliare le bollette delle pmi e degli [...]

