Bonus affitti, agevolazione solo in caso di matrimonio

Il ministero delle Infrastrutture chiarisce in una serie di Faq i casi dubbi legati al nuovo contributo per genitori separati

Contributo solo in caso di matrimonio. Nelle altre situazioni, anche quando ci siano figli e provvedimenti legati al loro mantenimento, l’agevolazione non potrà essere richiesta. È uno dei chiarimenti più importanti, contenuti nelle Faq che il ministero delle Infrastrutture ha appena pubblicato, a supporto di chi vuole fare domanda per il nuovo bonus affitti fino a 6mila euro all’anno destinato ai genitori separati. C’è tempo fino al prossimo 28 ottobre.

«In una settimana sono arrivate più di 30mila domande equamente divise tra mamme e papà». Intanto, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini ha appena dato un primo aggiornamento sui numeri: «La prima regione per domande già verificate e accettate è la Lombardia».

Mentre l’agevolazione entra nella sua fase operativa, crescono però le polemiche sulla sua struttura. Soprattutto il Pd con Maria Cecilia Guerra (responsabile lavoro della segreteria nazionale) ha criticato dal sito «lavoce.info» l’utilizzo del reddito (che deve essere «non superiore a 35.000 euro») come unico parametro, al posto dell’Isee. Si tratta di una scelta che, secondo la sua ricostruzione, porterà distorsioni, facendo accedere all’agevolazione chi ha un reddito basso ma una situazione patrimoniale comunque positiva.

Andiamo, però, alle risposte. Chi non è stato sposato, anche se ha ottenuto dal tribunale un provvedimento relativo al mantenimento e all’affidamento dei figli, non potrà accedere al bonus. Secondo il Mit, infatti, «il Fondo è espressamente destinato ai genitori separati o divorziati». Non a caso, il decreto che lo disciplina «richiede l’indicazione del tribunale di riferimento nonché del numero e della data del provvedimento giudiziale di separazione o divorzio». I provvedimenti che «disciplinano l’affidamento, il collocamento o il mantenimento dei figli senza che sia stato mai contratto matrimonio non possono essere considerati equivalenti ai fini dell’accesso al contributo».

Chi, oltre alla casa di famiglia, possiede anche solo una quota di un altro immobile, non potrà accedere al bonus. Il decreto prevede, infatti, che «il richiedente non sia proprietario [...]

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