
Brent ancora sopra i 90$/barile, gas sui 70 euro al Mwh. Sale l’attesa per il dato sull’inflazione dell’eurozona, previsto in accelerazione
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Le Borse europee cominciano il mese di settembre contrastate, in scia alla performance dell’Asia, mentre Wall Street alla vigilia ha chiuso in calo. A pesare sul sentiment degli investitori sono le rinnovate tensioni in Medio Oriente, che spingono al rialzo i prezzi del petrolio e riaccendono i timori per una fiammata dell’inflazione. Il recente scambio di attacchi tra Washington e Teheran ha spinto il presidente americano, Donald Trump, ad affermare che gli Usa avrebbero «colpito duramente», mentre le forze armate iraniane hanno avvertito i Paesi del Medio Oriente contro la concessione del proprio territorio e del proprio spazio aereo agli Stati Uniti per attacchi contro l’Iran, affermando che Teheran risponderà con una forza «significativamente maggiore» a ogni nuova aggressione. «Le rinnovate ostilità hanno vanificato le recenti speranze di progressi verso la normalizzazione del traffico marittimo attraverso lo stretto», commentano gli analisti di Commerzbank Research. Così oscilla vicino alla parità il Ftse Mib di Milano, in ordine sparso gli altri indici: Cac 40 Dax 30 Aex Ibex 35 FTSE 100.
Sul fronte macroeconomico, gli investitori attendono il dato sull’inflazione europea, attesa accelerare sopra il 3% a causa principalmente dei costi energetici che restano elevati. I primi dati di Francia e Spagna confermerebbero il trend al rialzo e questo rende «praticamente certo» il rialzo dei tassi Bce a settembre, notano gli analisti di Mps. Gli interventi di vari membri Bce mostrano forte preoccupazione per una ripresa delle spinte inflattive, tanto che secondo il capoeconomista Lane l’inflazione potrebbe rimanere intorno al 3% per il resto dell’anno. Da monitorare all’interno soprattutto la componente servizi per vedere se emergono segnali di contagio.
Alla fine della settimana (venerdì) rilevanti saranno i dati sul lavoro americano, soprattutto alla luce dei timori per l’inflazione espressi dal presidente della Fed, Kevin Warsh, a Jackson Hole, che hanno ulteriormente alimentato il rischio di un rialzo accelerato dei tassi da parte di Federal Reserve e Bce. Al momento le probabilità che la banca centrale americana alzi i tassi alla prossima riunione di settembre sono del 66,4% secondo il Cme FedWatch tool.
In cima al listino milanese scatta Stmicroelectronics , seguita dai titoli oil Tenaris e Eni , e le utility in scia ai rialzi del greggio. In rosso il comparto bancario. Debole Stellantis all’indomani della tornata di nomine che vede Belloni a capo della Fiat. In coda al listino milanese finiscono Azimut e Fincantieri .
Il Brent scadenza novembre sale di circa mezzo punto percentuale, molto vicino ai 91 dollari al barile, mentre il Wti ottobre scambia sopra gli 86 dollari (+0,65%). In lieve rialzo anche il gas ad Amsterdam a 70 euro al megawattora (+0,2%). Sul valutario, l’euro/dollaro vale 1.1607 (da 1,161 di lunedì in chiusura), la moneta unica vale anche 185,59 yen (da 185,58) e il dollaro/yen si attesta a 159,89 (159,77). Lato materie prime, poco mosso l’oro spot a 4.435 dollari l’oncia (-0,3%).
Un debutto non esattamente da incorniciare quello di Shein alla Borsa di Hong Kong. Le azioni del colosso dell’e-commerce del fast fashion nelle prime ore di contrattazione sono scese del 10%, prima di ridurre le perdite a circa il 5% . Shein ha fissato il prezzo di collocamento a 48,56 dollari di Hong Kong per azione (6,19 dollari americani), raccogliendo 13,60 miliardi di dollari di Hong Kong (1,74 miliardi di dollari americani) dalla vendita delle azioni. La cifra valuta la società all’equivalente di circa 26,3 miliardi di dollari americani. La società puntava a una valutazione di circa 27 miliardi di dollari, ben lontana dai quasi 100 miliardi di dollari che vantava nel 2022 sul mercato privato. Come emerge dalla documentazione presentata dal gruppo alle autorità di Borsa, la parte dell’Ipo riservata a investitori di Hong Kong è stata sottoscritta 5,63 volte, mentre quella per gli internazionali è stata sottoscritta 2,59 volte. Il calo registrato in Borsa conferma le prospettive incerte del gruppo: analisti e report finanziari attribuiscono la performance ad alcune criticità strutturali e di mercato del gruppo, dopo che anche i suoi piani di quotazione a New York e Londra sono falliti per mancati requisiti normativi.
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