Brecht secondo Strehler, quando il teatro epico rivoluzionò lo spettatore

A 70 anni dalla prima italiana de “L’opera da tre soldi” un saggio ricostruisce l’avventura del capolavoro di Brecht e Weill al Piccolo Teatro

Se Strehler considerò Brecht suo maestro, Brecht trovò in Strehler il suo allievo più appassionato e militante. A 70 anni dal debutto italiano de “L’opera da tre soldi” viene pubblicato un volume importante che racconta il pensiero del regista attorno al drammaturgo tedesco: “Giorgio Strehler, L’opera da tre soldi di Brecht Riflessioni, note di regia, allestimenti a cura di Flavia Foradini prefazione di Claudio Longhi” (Piccolo il Saggiatore 27,00 €; pag.359).

Addentrarsi negli infiniti testi, appunti, lettere e riflessioni che sono alla base della genesi e della realizzazione de “L’opera da tre soldi” è un lavoro tenace e di precisione che Flavia Foradini esegue con sensibilità e competenza. Il saggio attraversa un percorso cronologico scandito dalle varie tappe della regia de “L’opera da tre soldi”: la prima rappresentazione che avvenne nel 1956, le riprese del 1958, 1973 e 1986. Un lungo, a volte immaginario, dialogo fra Giorgio Strehler e Bertold Brecht, le domande, le riflessioni confermano la certezza del regista “Non sono infallibile”. Brecht per Strehler è una sfida che si rinnova più volte, non a caso verso negli anni Settanta il registe scrive “Il lavoro su /con Brecht) è appena iniziato”.

“Non il dubbio che paralizza, bensì il dubbio attivo, che sprona all’azione e, però non lascia mai emergere la sciocca sicurezza di essere depositari della verità” è la frase di Strehler che Flavia Foradini sceglie come epigrafe al saggio. I testi teatrali, la prassi recitativa brechtiana hanno a lungo influenzato il lavoro di Giorgio Strehler e di Paolo Grassi, cofondatore con il regista del Piccolo Teatro. Fu lui a incontrare per primo il drammaturgo di Augusta, si erano conosciuti nel 1948 quando il coraggioso Piccolo Teatro portò, in una Berlino bombardata, in un teatro semi distrutto “Arlecchino, servitore di due padroni” di Carlo Goldoni, emblema di rinascita anche del teatro. Nel libro la testimonianza toccante di Paolo Grassi che ricorda l’emozione [...]

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