
Dall’abbandono ai data center, un progetto che vuole ridare vita a un simbolo della storia industriale dell’Umbria e al suo territorio, puntando su innovazione e sostenibilità
Chiusa da quasi 30 anni, la ex centrale Enel di Pietrafitta, 30 km da Perugia, era una ferita per un territorio ricco di borghi medievali e boschi di querce per il quale per oltre un secolo era stata fonte di ricchezza e sviluppo. Per questo simbolo della storia industriale dell’Umbria, con i suoi 130mila metri cubi di edifici, si cercava da anni una destinazione, che finalmente sembra essere stata trovata: nell’area sorgerà un Parco dell’Innovazione Contemporanea, con data center, hub di ricerca, incubatrici per start up, centri di innovazione al servizio delle energie rinnovabili e della sanità pubblica. Graffiti, vetri rotti, tapparelle accartocciate, la natura che come in un film apocalittico si è ripresa gli spazi abbandonati dall’essere umano lasceranno spazio ad ambienti dove il design interpreterà la propensione e anche la fiducia verso il futuro.
A sostenere il progetto, offrendone l’ideazione e la progettazione, è stata Foro delle Arti, holding della famiglia di Brunello Cucinelli – la cui sede si trova nella vicina Solomeo – insieme a Umbria Data Garden, newco guidata da Riccardo Stefanelli, ad Brunello Cucinelli, per accompagnarne sviluppo e realizzazione coinvolgendo partner industriali, tecnologici e finanziari. «Contiamo che sarà pronto entro i prossimi tre anni, un periodo di tempo ridotto anche dal fatto che l’Umbria ricade nella Zes (Zona Economica Speciale, ndr), elemento che accelererà gli iter burocratici».
«Sarà un data center umanistico, fondato sui principi di Vitruvio, [...]

