Cala Finanza, sequestro preventivo

Bloccata la riqualificazione di Villa Joy a Loiri Porto San Paolo

Prima le polemiche e proteste per i progetti, poi gli esposti e alla fine il sequestro. A Cala Finanza, in Comune di Loiri Porto San Paolo (nel nord est sardo), davanti all’isola di Tavolara il personale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale di Tempio, assieme ai Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Sassari, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo nell’immobile Villa Joy su disposizione della Procura di Tempio Pausania. Secondo la Procura, la villa sarebbe stata destinata a un uso non conforme agli strumenti urbanistici vigenti. Inoltre sarebbero state realizzate abusivamente alcune piste e installati numerosi moduli prefabbricati funzionali alla struttura principale, annessi con modalità non conformi alla qualificazione urbanistica dell’area e alla normativa di settore. Sequestro anche per un’area che presenta evidenti emergenze di natura storico-archeologica, su cui dovranno svolgere indagini più approfondite i funzionari della Soprintendenza di Sassari e Nuoro.

I controlli nell’area erano iniziati di mattina con una serie di verifiche nell’area di proprietà della società italo brasiliana Tavolara Bay srl che fa capo al gruppo Jhsf. L’azienda aveva presentato un progetto per l’installazione di un glumping sul promontorio della località costiera. Poi, però, è «saltata» la zona economica speciale e le autorizzazioni del Governo. Il Dipartimento per il Sud di palazzo Chigi ha disposto la revoca dell’Autorizzazione del 6 febbraio 2026, che aveva acconsentito al progetto. Una decisione arrivata dopo la revoca adottata dal Consiglio Comunale. A opporsi era stata anche la Regione con istanze in ogni sede. Poi le associazioni ambientaliste come il Gruppo di intervento giuridico che, come sottolinea in una nota in cui plaude per il provvedimento, ricorda di aver «provveduto più volte a interessare la magistratura e la polizia giudiziaria per lo svolgimento degli opportuni accertamenti». Per gli ambientalisti ora «si pone un punto fermo per la difesa dell’ambiente».

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