Caldo, Italia spaccata: più fresco al Nord, tornano i bollini rossi al Sud

Nel fine settimana è previsto il livello massimo di allerta a Bari e Palermo. Al Nord e al Centro la fase più critica sembra ormai conclusa

Passata l’ondata di maltempo che ha colpito specialmente Toscana, Liguria, Lombardia e Trentino, e che perderà intensità nel corso del weekend, al Nord il clima sarà più vivibile e instabile. In questa parte della penisola, infatti, la «fase dei 37-38 gradi» è sostanzialmente chiusa. Al Centro il caldo «sarà moderato e tipicamente estivo». Il Sud, invece, continuerà a essere stretto nella morsa dell’afa: «L’anticiclone africano resisterà in modo opprimente fino a inizio settembre, con nuovi picchi estremi di 40-42 gradi». È la fotografia di un’Italia spaccata in tre fasce scattata da Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it. Secondo Tedici, è ancora troppo presto per dire addio alle temperature anomale che hanno a più riprese investito il paese a partire da fine maggio.

Dopo qualche giorno di tregua, al Sud tornano i bollini rossi. Nel fine settimana è prevista l’allerta massima – il terzo livello, che indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi anche sulla salute di persone sane e attive e non solo su quella dei sottogruppi a rischio – a Bari e Palermo, a conferma del perdurare di maggiori criticità nel Meridione rispetto al Nord. Era dal 16 agosto che il bollettino del ministero della Salute non registrava bollini rossi.

Nel capoluogo pugliese, secondo le stime del Centro di Competenza Nazionale Prevenzione degli effetti del caldo sulla Salute del dipartimento della Protezione Civile, sabato e domenica la temperatura massima, da 29 e 28 gradi alle ore 8, arriverà a quella percepita di 37 gradi.

Sabato 22 agosto non sono previsti bollini arancioni, ma numerosi centri urbani saranno “in giallo”: Ancona, Campobasso, Catania, Latina, Messina, Napoli, Pescara, Reggio Calabria e Roma. Domenica si aggiungerà all’elenco Frosinone, ma a Pescara il livello di allerta tornerà verde.

Per tutta la durata del fine settimana rimarrà “in verde” gran parte dei comuni monitorati dal ministero della Salute, tra cui Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Civitavecchia, Firenze, Genova, Milano, Perugia, Rieti, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo.

Secondo Tedici, il bilancio dell’estate 2026 è «letteralmente folle». Il meteorologo sostiene infatti che dal 21 giugno siano stati ben 45 i giorni di caldo «bollente e insopportabile» a fronte di soli 15 giorni «definibili normali». E la prospettiva è che nei prossimi anni – probabilmente già dal 2027, con il fenomeno di El Nino alla sua massima potenza fino a primavera – si inizierà ad assistere a un’unica ondata di calore estiva, con temperature stabilmente superiori di 5 o 6 gradi rispetto alle medie del passato.

Tedici conclude che il caldo anomalo registrato tra giugno e agosto dimostra che «il clima è inesorabilmente cambiato a causa dell’inquinamento umano e stiamo pagando già un prezzo altissimo». Proprio per questo, in futuro, «la vera domanda non sarà più solo “quanto farà caldo”, ma “quanto durerà”. Le nostre estati hanno assunto connotati monsonici e stanno smettendo di durare i canonici tre mesi, rischiando di allungarsi a quattro, cinque o addirittura sei mesi all’anno».

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