Caldo record, al via da oggi in anticipo anche la campagna di raccolta delle mele

Ai nastri di partenza la campagna di raccolta in Trentino Alto Adige che copre due terzi della produzione nazionale. Coldiretti: Italia ai vertici per qualità ed export

Dopo l’anticipo della vendemmia, l’accelerazione nella raccolta del pomodoro il caldo record impone di far partire in anticipo sui tempi anche la campagna di raccolta delle mele italiane, il frutto più consumato ma anche più venduto all’estero. A renderlo noto è la Coldiretti secondo cui l’avvio delle operazioni di raccolta nell’azienda Furlani a Trento arriva in un momento delicato o della stagione agricola in generale stretta tra gli effetti perversi dei cambiamenti climatici con temperature elevate nel corso dell’estate e siccità diffusa soprattutto al Nord e con, d’altro canto, l’aumento dei costi legato alle tensioni internazionali. Basti pensare che si calcola che le spese per il gasolio agricolo e i fertilizzanti, due dei prodotti più condizionati dalle tensioni in Medio Oriente, coprano circa il 50% dei costi produttivi di un’azienda agricola.

Il Trentino Alto Adige è la prima regione produttrice di mele in Italia con oltre i due terzi del totale. Con il distacco dei primi frutti della varietà Gala, la cui raccolta sta prendendo il via anche negli altri territori, si avvia un percorso che continuerà a settembre e ottobre con le altre tipologie, per concludersi solo agli inizi di novembre con le varietà a maturazione più tardiva.

Per l’occasione verrà fatto il punto sulle previsioni di andamento della raccolta, anche in relazione alle temperature record.

L’Italia è uno dei principali produttori europei di mele, oltre a vantare il primato in fatto di biodiversità con sei denominazioni di qualità riconosciute dall’Unione europea: Mela Val di Non Dop, Mela Alto Adige Igp, Mela del Trentino Igp, Melannurca Campana Igp, Mela Valtellina Igp e Mela Rossa Cuneo Igp.

Le mele sono anche tra i prodotti italiani più esportati, con un fatturato all’export che, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat, nel 2025 ha sfiorato gli 1,2 miliardi di euro (in crescita del 19 per cento).

Secondo i dati di Ismea e proprio in virtù di questa performance l’Italia è diventata proprio lo scorso anno il principale esportatore al mondo superando Stati Uniti e Cina e oggi detiene una quota del 16% del mercato mondiale.

Tra le principali aree di sbocco delle mele italiane al primo posto c’è la Germania con una quota del 30% del totale, seguita dalla Spagna. Tra le principali destinazioni anche il Medio Oriente. L’Italia esporta ortofrutta verso i paesi arabi per circa 150 milioni di euro, di questi 130 sono rappresentati dalle mele. Il primo paese di sbocco è l’Arabia Saudita (che è anche il terzo mercato in assoluto per le mele made in Italy), seguita nell’area mediorientale da Israele ed Emirati Arabi.

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