
Secondo la Cgia di Mestre il 40% delle imprese non può accedere alle agevolazioni sul diesel. Nel Mezzogiorno, dove le chiusure sono state meno numerose, si concentra un terzo delle aziende del settore
Quattro imprese su dieci fuori dalle agevolazioni fiscali sul gasolio. È in questi numeri che si consuma la crisi degli autotrasportatori al Sud al termine di una settimana di passione che ha messo mezza Italia in ginocchio. La stima è della Cgia di Mestre, contenuta in una nota dello scorso febbraio e riferita all’intero Paese: fotografa uno dei nervi scoperti delle proteste.
Gli operatori sono piccoli, uomini soli al volante alla guida di mezzi sprovvisti dei requisiti necessari per ottenere gli sconti. Chi lavora con camion Euro 3 o Euro 4 resta escluso dal credito d’imposta sul caro carburante, riservato ai veicoli Euro 5 ed Euro 6 da almeno 7,5 tonnellate.
Lo ha certificato anche il ministro Salvini. Due, tre o quattro camion «non esattamente di ultima generazione, quindi Euro 3, Euro 4». Si rivolge a loro la parte normativa del decreto autotrasporto approvato in fretta e furia in un Cdm convocato poche ore prima per scongiurare la paralisi. E dunque le rate di leasing in scadenza tra il primo novembre e il 31 marzo 2027 potranno essere congelate, senza che il contratto possa essere revocato. Anche sugli accordi orali il governo è intervenuto per dare sollievo ai piccoli.
Intanto, il tessuto delle imprese si restringe. Secondo la stessa Cgia, tra il 2015 e il 2025 le imprese attive dell’autotrasporto sono scese da 86.590 a 67.349 (-22,2%). Al Sud il calo si [...]
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