
L’obiettivo è rafforzare la capacità di attrarre risorse europee e nazionali
Prove di dialogo tra i due poli aeronautici italiani di Campania e Puglia. Gli assessori allo Sviluppo Economico, Fulvio Bonavitacola per l’ente che ha sede a Napoli ed Eugenio Di Sciascio per quello di Bari, si sono sentiti nelle scorse settimane. A spingerli sono state le forti preoccupazioni emerse questa estate sul futuro della business unit Aerostrutture di Leonardo, e sulle ipotesi di possibili partnership industriali per un nuovo assetto della divisione. Ora l’ipotesi di una maggiore integrazione sta prendendo sempre più corpo.
«Campania e Puglia rappresentano la principale piattaforma aerospaziale del Mezzogiorno e una delle più importanti del Paese – dice Bonavitacola – . Presentarsi uniti nei confronti delle istituzioni significa affermare una visione unitaria del Mezzogiorno come grande polo dell’aerospazio. Intorno ai grandi stabilimenti opera una rete di centinaia di piccole e medie imprese altamente specializzate che costituisce una parte essenziale della filiera. Una strategia comune consentirebbe inoltre di rafforzare la capacità di attrarre risorse europee e nazionali, dai fondi Fesr al programma Step, fino agli strumenti per l’innovazione e la ricerca».
In Campania la filiera aerospaziale è rappresentata dal distretto aerospaziale Dac che ancora oggi raccoglie nuove adesioni (34 grandi imprese; 122 Pmi; 15 centri di ricerca, incluse le 5 università della Campania, con un fatturato complessivo di 4 miliardi e 15mila addetti). «L’integrazione esiste e può crescere – dice Luigi Carrino, presidente del Dac -. Ma c’è bisogno anche di un nuovo progetto comune. È necessario puntare su un nuovo aereo civile. Solo così il polo di Campania e Puglia potrà svilupparsi ancora in termini produttivi, ma soprattutto di ricerca e innovazione».
A supporto della tesi vi è anche una ricerca di Srm, centro studi collegato a Intesa Sanpaolo. Questa spiega che i legami economici tra le due regioni sono già molto concreti. La Campania è, nell’ambito del Mezzogiorno, il primo mercato di destinazione dei prodotti aeronautici pugliesi e il secondo per quelli alimentari; la Puglia è a sua volta il secondo mercato di destinazione per la Campania nelle produzioni alimentari e nell’automotive. E ancora, le due regioni insieme contano oltre 831mila imprese totali, più di 3 milioni di occupati e un Pil complessivo di 231,7 miliardi, cioè il 10,5% della ricchezza nazionale: una dimensione comparabile a quella del Lazio e del Veneto. «È l’integrazione esistente il punto su cui ragionare – dice il dg di Srm, Massimo Deandreis -. Non pensiamo a una svolta di tipo amministrativo, ma di tipo economico e sociale. Che senz’altro sarà favorita anche dalla realizzazione della linea ad alta velocità Napoli-Bari».
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