Campi Flegrei: dal contributo agli sfollati alla ricostruzione degli edifici, stanziati 100 milioni di euro

Il governo ha istituito un fondo ad hoc per la riparazione e la riqualificazione sismica degli edifici residenziali resi inagibili dal sisma del 31 luglio

Il governo ha stanziato 100 milioni di euro per rispondere all’emergenza causata dallo sciame sismico che ha colpito i Campi Flegrei a partire dal 31 luglio. Il fondo è destinato alla riparazione e alla riqualificazione sismica degli edifici residenziali resi inagibili. Si tratta di un intervento interamente a carico dello Stato. Lo ha annunciato Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile, in occasione del Consiglio dei ministri che si è tenuto il 4 agosto. Le misure a sostegno dei comuni colpiti dal sisma sono contenute all’interno del decreto-legge sulla Pa e gli enti locali approvato ieri in Cdm. Il provvedimento contiene, tra le altre cose, anche interventi per la ricostruzione post terremoto del 2016 nel centro Italia, con la proroga al 31 dicembre 2029 del termine della gestione straordinaria.

Con il decreto approvato ieri in Cdm, il governo ha quindi istituito un fondo per il riconoscimento di contributi destinati agli interventi di riqualificazione sismica e di riparazione del danno in favore delle famiglie la cui abitazione principale è stata danneggiata e sgomberata in seguito al sisma di intensità record del 31 luglio.

Il bilancio del terremoto è infatti allarmante: 395 unità abitative già sgomberate perché dichiarate inagibili, 700 persone coinvolte, 568 quelle che si sono sistemate autonomamente, mentre 128 rimangono alloggiate negli alberghi. «La scossa – ha ricordato Musumeci – stavolta è stata di una potenza senza precedenti, almeno per gli ultimi 40 anni, di magnitudo 4.7. Tanta la paura, tanti i danni a cose, per fortuna nessuna vittima. Cinque le persone ferite, di cui due in maniera seria».

Al momento, come ha dichiarato il ministro per la Protezione civile, sono stati effettuati 227 sopralluoghi a fronte di 1.182 istanze presentate dai proprietari degli immobili ma per abbattere il divario è stato potenziato il dispositivo dei verificatori con altre 36 squadre di tecnici dei Vigili del fuoco.

Musumeci ha anche annunciato la decisione del governo di estendere il Cas (contributo per l’autonoma sistemazione) anche agli eventi sismici arretrati – quelli di maggio, giugno, luglio, agosto e settembre 2025 e maggio 2026 – previa presentazione dell’istanza da parte dei cittadini.

Per il sisma del 31 luglio, poi, viene riconosciuto un contributo per l’autonoma sistemazione ai nuclei familiari la cui abitazione principale sia stata sgomberata per inagibilità. La sovvenzione prevista è di massimo 400 euro per i nuclei monofamiliari, di 500 per nuclei di due persone, di 700 per quelli di tre, di 800 per quelli di quattro, fino a un massimo di 900 euro mensili per i nuclei familiari composti da cinque o più unità. Se la famiglia comprende ultra-65enni o persone con una percentuale d’invalidità non inferiore al 67%, poi, è concesso un contributo aggiuntivo di massimo 200 euro mensili per ognuno dei soggetti indicati.

Il contributo viene erogato a decorrere dalla data indicata nel provvedimento di sgombero fino al rientro nell’abitazione o a una stabile soddisfazione delle esigenze abitative, ma comunque non oltre il 31 dicembre 2027. Per dare attuazione a questa misura il Dl prevede uno stanziamento di 1,875 milioni di euro per il 2026 e di 4,5 milioni per il 2027, attingendo dal Fondo per le emergenze nazionali.

Ci sono novità anche sul fronte dei contributi per il ripristino e la riduzione della vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio nell’area dei Campi Flegrei. «Per chi intende adeguare dal punto di vista sismico il proprio immobile – ha spiegato Musumeci – avevamo istituito un fondo del 50% del costo complessivo dell’adeguamento: 50% lo stato e 50% il proprietario dell’immobile. Poiché questa offerta non è piaciuta ai proprietari, e aderendo anche a una richiesta dei sindaci, abbiamo provveduto ad aumentare al 70% la quota a carico dello stato».

Il Dl interviene poi per modificare il decreto-legge 65 del 7 maggio 2025, ampliando l’ambito applicativo dei contributi dai terremoti del 13 e del 15 marzo 2025 agli «eventi sismici del 13 marzo 2025, del 15 marzo 2025, dei mesi di maggio, giugno, luglio, agosto e settembre 2025, nonché del 21 maggio 2026».

Il decreto prevede la proroga del termine entro cui devono sussistere i requisiti, spostandolo al 30 giugno 2026, e comprendendo quindi anche gli edifici danneggiati a seguito dell’entrata in vigore del Dl 65 del 2025.

Saranno i comuni a istruire le domande e ad adottare il provvedimento entro 60 giorni dalla data di presentazione della richiesta di contributo. Il termine per presentare le domande sarà fissato con una delibera della Giunta comunale da adottare entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto.

«Non si tratta di mettere in sicurezza gli immobili. Quando si sta seduti sul cratere di un vulcano non esiste sicurezza al 100 per cento. Si tratta di ridurre l’esposizione al rischio degli immobili. Bisogna essere chiari con le parole, perché parliamo di una realtà particolarmente complessa» ha concluso il ministro per la Protezione civile.

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