Campi Flegrei, Il Tigem rientra nei laboratori dopo le verifiche post terremoto

L’istituto di ricerca sulle malattie geniche rare aveva lasciato l’ex comprensorio Olivetti per controlli sulla staticità dopo il sisma di luglio

A poco più di due mesi dal terremoto del 31 luglio nei Campi Flegrei, i ricercatori dell’Istituto Telethon di genetica e medicina (Tigem) stanno progressivamente tornando nei laboratori. La ripresa delle attività, organizzata per fasi e con accessi contingentati, segna il ritorno alla ricerca di uno dei principali centri dedicati allo studio delle malattie genetiche rare. Le verifiche effettuate non hanno evidenziato danni strutturali all’edificio, mentre proseguono gli interventi necessari al pieno ripristino degli ambienti.

Fondato nel 1994, il Tigem oggi è uno dei principali centri internazionali di ricerca sulle malattie genetiche rare. Con 26 gruppi scientifici e una comunità di oltre 280 ricercatori, sviluppa nuove conoscenze e strategie terapeutiche attraverso un approccio multidisciplinare che integra genomica, biologia molecolare e cellulare, bioinformatica e intelligenza artificiale.

Nel corso della sua storia l’Istituto si è affermato come punto di riferimento nello studio dei meccanismi biologici alla base delle malattie genetiche, contribuendo allo sviluppo di innovative strategie di terapia genica arrivate fino alla sperimentazione clinica. Dal 2016 coordina inoltre il Programma Malattie Senza Diagnosi di Fondazione Telethon che, attraverso una rete di 22 ospedali pediatrici, ha analizzato oltre 1.000 casi e raggiunto più di 500 diagnosi, offrendo una risposta a centinaia di famiglie.

Accanto all’attività scientifica, il Tigem svolge un ruolo centrale anche nella formazione delle nuove generazioni di ricercatori, attraverso programmi di dottorato e percorsi post-dottorato aperti a studiosi provenienti da tutto il mondo.

Durante le settimane scorse, grazie alla collaborazione di DeA Capital Real Estate SGR, proprietaria del comprensorio ex Olivetti che ospita l’istituto è stato possibile proseguire le attività. Un contributo importante è arrivato anche dalle istituzioni e dagli enti di ricerca del territorio: Università degli Studi di Napoli Federico II, CEINGE-Biotecnologie Avanzate, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e Scuola Superiore Meridionale hanno infatti reso disponibili spazi e infrastrutture a supporto della continuità delle attività scientifiche.

«La ripresa delle attività scientifiche del Tigem è importante non solo per il nostro Istituto, ma per tutta la comunità che lavora sulle malattie genetiche rare. Tornare progressivamente nei laboratori significa proseguire programmi e collaborazioni costruiti negli anni e preservare un luogo in cui ricerca, innovazione e formazione si alimentano reciprocamente. In queste settimane abbiamo visto una straordinaria capacità di collaborazione e senso di responsabilità da parte di tutta la comunità del Tigem: è grazie a questa forza collettiva che oggi [...]

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