Canone Rai, aumentano i morosi anche se è in bolletta

La relazione sull’economia non osservata e sull’evasione stima una crescita di 380mila utenti nel 2023. Per la prima volta dal 2018 superata la soglia di 1 milione. Pesano anche le difficoltà in un contesto socioeconomico complesso

Nell’Italia dei controsensi tributari non manca all’appello il canone Rai. L’inserimento nella bolletta elettrica ha contribuito a ridurre l’area degli evasori, ma c’è un problema che emerge: l’aumento delle morosità. A metterlo in evidenza è la relazione 2026 sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva 2026 allegata al Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) presentato in Parlamento. Un aumento della cosiddetta evasione da riscossione spiegabile anche sulla base delle difficoltà a far fronte al pagamento delle imposte a causa del contesto socio economico.

La relazione mette in evidenza come l’inserimento in bolletta del canone Rai, ossia dell’imposta sulla detenzione di un apparecchio televisivo, abbia abbattuto il numero degli evasori dagli oltre 7 milioni del periodo 2011-2015 ai circa 1,7 milioni del 2016. Tuttavia negli anni successivi il numero degli evasori «è tornato ad aumentare fino al 2020 per poi evidenziare una diminuzione tra il 2021 ed il 2023». Secondo la relazione, tale riduzione «è il risultato dell’incremento degli iscritti a ruolo, in particolar modo dei soggetti per i quali il canone è inserito nella fattura elettrica».

C’è però un altro dato da segnalare: la «netta diminuzione del canone effettivamente versato, che passa dagli oltre 2 miliardi di euro ai circa 1,96 del 2023». Va considerato che il 2023 è l’ultimo anno considerato dalla relazione e che la riduzione da 90 a 70 euro del canone è stata prevista per il 2024. Comunque la relazione spiega che «il sensibile decremento degli introiti e il corrispondente aumento della morosità è molto probabilmente sintomo di una crescente difficoltà delle famiglie a far fronte al pagamento delle imposte in un contesto socioeconomico complesso». Gli utenti che versano il canone sono diminuiti tra il 2022 ed il 2023 di oltre 300 mila unità, passando da 22,3 milioni a circa 22 milioni.

Il 2023 fa segnare poi una crescita del gap, in controtendenza rispetto ai miglioramenti registrati nei due anni precedenti. «Se si considera, infatti, il gap (dato dal prodotto fra il canone annuo medio e il numero di evasori e morosi), con il dettaglio dei mancati versamenti, si nota come complessivamente lo stesso sia cresciuto dai 208,6 milioni del 2022 agli oltre 239 milioni del 2023 e che i mancati versamenti sono passati da 68,7 milioni ad oltre 102 milioni».

Nel 2023 i morosi aumentino di oltre 380 mila unità rispetto al 2022: 1,14 milioni di soggetti nel 2023 a fronte dei 764mila dell’anno precedente. «Il valore registrato nel 2023, inoltre, è – precisa ancora la relazione – notevolmente superiore rispetto ai valori registrati nell’intero periodo esaminato e per la prima volta dal 2018 è stata superata la soglia del milione di utenti morosi».

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