Capitali europee del turismo, tra le finaliste c’è anche Leopoli (Ucraina)

Il concorso aperto alle destinazioni modello per un turismo sostenibile e inclusivo

C’è anche Leopoli tra i finalisti del concorso “Capitali europee del turismo”, promosso dalla Commissione europea per favorire un modello di viaggio intelligente e sostenibile. Il centro ucraino vicino al confine polacco è entrato nella shortlist per la categoria delle grandi città (oltre 100mila abitanti) e competerà a Bruxelles a novembre 2026 contro altre sette mete europee, tra cui l’italiana Genova. Altre otto destinazioni sono state selezionate per la seconda categoria, quella riservata a centri con una popolazione compresa tra 25mila e 100mila. La fase successiva sarà il 18 e 19 novembre, quando le città presenteranno le loro candidature di fronte alla giuria europea che sceglierà i due vincitori.

Data l’elevata qualità delle candidature e il pareggio tra diverse città in fase di valutazione, la Direzione generale per la mobilità e i trasporti della Commissione europea ha portato da quattro a otto il numero dei finalisti per entrambi i concorsi.

«Le città – viene spiegato – sono state valutate in base alle loro pratiche innovative in materia di sostenibilità, accessibilità, digitalizzazione e sostegno al patrimonio culturale, alla creatività e ai talenti locali.

Per la categoria 1 (città con oltre 100mila abitanti) sono arrivate 43 candidature da 18 paesi. Oltre a Leopoli e Genova, sono state selezionate Aalborg (Danimarca), Braga (Portogallo), Konya (Turchia), Lubiana (Slovenia), Salisburgo (Austria) e Sofia (Bulgaria).

Nella categoria 2 (città con una popolazione tra 25mila e 100mila abitanti) hanno presentato domanda 40 città da 17 paesi. A passare al turno finale sono state Calais (Francia), Calvià (Spagna), Geestland (Germania), Ibiza (Spagna), Nova Gorica (Slovenia), Sandanski (Bulgaria), Selçuk (Turchia), Zadar (Croazia).

Leopoli, centro della cultura ucraina fin dall’epoca zarista, è stata selezionata per il suo modello turistico che mette al centro l’accessibilità. «In quanto luogo di cura, riabilitazione e recupero per civili, veterani e membri delle forze armate – si legge nella scheda di ammissione -, la città assiste un numero crescente di persone con disabilità».

Viene inoltre elogiato l’impegno per tutela del patrimonio locale, minacciato dal conflitto in corso, attraverso «l’installazione di strutture di protezione per i siti culturali. Sebbene alcune attrazioni rimangano chiuse, Leopoli ha adottato soluzioni digitali, come la scansione 3D e la modellazione del patrimonio per la conservazione e la ricostruzione, nonché esperienze digitali per i turisti».

Leopoli ha potuto candidarsi perché il concorso aperto non alle città dell’Ue ma anche ai paesi extra-Ue partecipanti al Programma per il mercato unico.

L’unica città italiana a comparire in una delle due rose finaliste è Genova (che era arrivata a questo stadio della selezione anche negli scorsi anni) «impegnata a creare una città che sia al contempo accessibile e socialmente inclusiva».

«Il fatto che Genova si confermi nell’élite dell’innovazione europea ci conforta di essere sulla strada giusta. La permanenza in questa shortlist è un obiettivo strategico – spiega l’assessora al Turismo Tiziana Beghin – dimostra che la nostra visione è solida, il lavoro svolto in questo anno è stato costante e, soprattutto, che le motivazioni del nostro dossier sono diventate best practice ufficialmente promosse dalla Commissione Europea a beneficio di tutte le altre città».

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