
Due i nodi da sciogliere: il primo, il più importante, è quello economico e riguarda le risorse a disposizione; il secondo punto, invece, è quello successivo, e cioè a chi destinare gli aiuti
Un altro, breve periodo di taglio accise sul gasolio per tutti. Che parte oggi, con la stessa entità (-17 centesimi al litro) che ormai va avanti da più di un mese. Durerà altri cinque giorni, dunque fino a giovedì 10 settembre compreso. Poi, bisognerà capire se prendere ancora tempo per virare sugli interventi mirati, cioè il piano del Governo e della maggioranza annunciato da settimane.
Facile a dirsi, difficile a farsi. Perché il cambio di rotta la maggioranza lo avrebbe deciso parecchi giorni fa, ma trovare una quadra non è semplice. Ieri, infatti, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha confermato che «gli uffici stanno lavorando» e che «25 giorni potrebbero essere sufficienti per trovare una soluzione». «Stiamo lavorando – ha aggiunto – anche a quello che riguarda lo scostamento e quindi la verifica delle compatibilità delle misure va fatta in rapporto anche tecnico con l’Unione europea».
Due i nodi da sciogliere: il primo, il più importante, è quello economico e riguarda ovviamente le risorse a disposizione; il secondo punto, invece, è quello successivo, e cioè a chi destinare gli aiuti.
Su entrambi i fronti le discussioni sono in corso da giorni. E non sono mancate le polemiche. Per il primo punto, sulla possibilità di attingere alle compagnie energetiche (si legga extraprofitti): la Lega lo ha chiesto apertamente, mentre Forza Italia lo ha più volte negato.
Poi, si discute sui beneficiari. Si è parlato della carta Dedicata a Te, distribuita a più di un milione di persone in Italia in base all’Isee. Una proposta avanzata a inizio crisi dal ministero delle Imprese, ma che non accontenta i leghisti perché, come ha spiegato Claudio Borghi, «andrebbe per lo più a stranieri ed evasori». Il senatore del Carroccio ha proposto invece di includere il ceto medio nella platea dei beneficiari. E infine il leader del partito Matteo Salvini ha chiesto di non dimenticare gli autonomi nel caso si dovesse virare verso aiuto ai lavoratori, magari tramite fringe benefit.
C’è anche il tema degli aiuti settoriali, a cui i vari decreti hanno dedicato più di mezzo miliardo di euro. L’idea sarebbe quella di aiutare ancora le imprese tramite crediti d’imposta, in particolare quelle dell’autotrasporto per frenare l’avanzata dell’inflazione.
Per questo, sono attesi giorni di interlocuzioni tra chi detta la linea e chi è incaricato di trovare le risorse. Non solo, perché comunque per mettere in atto le nuove misure servirà un decreto legge, e quindi un Consiglio dei ministri, a differenza di un’eventuale proroga del taglio accise che, come accaduto venerdì, necessità di un decreto interministeriale.
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