La presidente del consiglio: “«iamo sempre pronti a intervenire con il meccanismo delle accise mobili. A settembre l’extragettito Iva è stato di 160 milioni, ma ci stiamo interrogando se sia più efficace spenderli ora o tenerli come provvista quando le altre misure di contenimento messe in campo»
La flessibilità richiesta dall’Italia sulla regola di spesa alla luce dell’aumento dell’inflazione? “Ho parlato con von der Leyen e con gli altri partner Ue del Mediterraneo, c’è interesse ad ascoltare”. Un nuovo taglio delle accise? “Siamo sempre pronti a intervenire con il meccanismo delle accise mobili. A settembre l’extragettito Iva è stato di 160 milioni, ma ci stiamo interrogando se sia più efficace spenderli ora o tenerli come provvista quando le altre misure di contenimento messe in campo termineranno”.
Giorgia Meloni parla al termine del vertice Med9 a Spalato, che ha visto confrontarsi sulle grandi sfide europee – costi dell’energia, clima e crisi internazionali – i nove Paesi mediterranei dell’Unione. Assente il premier spagnolo dimissionario Pedro Sanchez, presente tra gli altri il presidente francese Emmanuel Macron, volato via prima del confronto con la stampa anche per le proteste che stanno infiammano il Paese.
Come anticipato, la premier ha cercato le sponde degli altri Stati sul dossier dei prezzi dell’energia e della necessità di una profonda revisione del sistema Ets. Ma è con la presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen, che Meloni è andata in pressing dopo la lettera inviata venerdì scorso.
“Non siamo soli” nella richiesta di flessibilità legata all’inflazione”, ha sottolineato la premier, citando la Grecia. “La questione riguarda l’impatto che la maggiore inflazione sta avendo sui bilanci nazionali rispetto all’inflazione programmata tre anni fa quando i piani nazionali sono stati concordati. Sosteniamo costi maggiori per gli adeguamenti automatici che investono le pensioni, l’assegno unico, ma anche le materie prime utilizzate ad esempio nella realizzazione del Pnrr. Miliardi in più che saremo chiamati a spendere senza averlo deciso”. “Non stiamo chiedendo spesa libera, ma una valutazione oggettiva” ha precisato Meloni all’indirizzo dei “frugali” che già frenano. Riconoscendo che il dibattito sarà lungo e coinvolgerà Consiglio, Commissione e singoli Paesi membri.
Interpellata sul caro carburanti all’interno, la presidente del Consiglio ha poi confermato la disponibilità ad attivare nuovamente il sistema delle accise mobili. Ma ha ufficializzato che un nuovo taglio delle accise è in stand-by. E, di fatto, lanciato un appello all’Eni quando ha auspicato che il price cap si possa ripristinare integralmente, senza cioè incorporare l’incremento di 6,1 centesimi delle accise depurate dallo sconto.
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