Carburanti, price cap e sconti progressivi: come funzionano le misure di Eni, Ip, Q8 e Tamoil

Con l’adesione di Tamoil tutte le principali compagnie hanno adottato misure sui prezzi di benzina e gasolio. Solo Eni ha indicato un tetto in cifre

L’ultima ad adeguarsi, in ordine temporale, è stata Tamoil. Il marchio appartenente al gruppo petrolifero Oilinvest – con sede nei Paesi Bassi e siti estrattivi in Libia – ha annunciato giovedì «una serie di misure volte a mitigare il prezzo dei carburanti» sulla rete a marchio.

In questo modo, sono coinvolte tutte le majors operative in Italia per quanto riguarda gli sconti, ovvero Eni, Ip, Q8 e appunto Tamoil. Considerando che quest’ultima gestisce 1.510 distributori nel nostro Paese, il totale delle stazioni di servizio è arrivato a 12.780. Un numero che, va sottolineato, può essere potenzialmente raggiunto. Perché

Solo Eni ha indicato un prezzo massimo in cifre: 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il gasolio. Il tetto è in vigore dal 28 settembre per una durata iniziale di 30 giorni, con possibile estensione fino a fine anno «in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.

Le altre compagnie non hanno comunicato un tetto ufficiale e l’adeguamento procede in modo graduale. Per la rete Ip, Socar ha spiegato che il limite «verrà stabilito in base alle diverse esigenze» della filiera e sarà applicato progressivamente. Si parte dagli impianti a marchio Ip, mentre sono allo studio le modalità per estenderlo alle stazioni Esso e agli operatori che si riforniscono da Ip e distribuiscono con marchi propri. Q8, che conta circa 2.900 stazioni, parla di un «approccio modulare», coerente con le diverse realtà della propria rete.

Sul quadro pesa anche la catena degli approvvigionamenti, che non sempre coincide con il marchio esposto. Tamoil, ad esempio, tra i propri fornitori ha anche Eni.

Socar e Q8, inoltre, hanno annunciato anche forme di sostegno a gestori e partner, che restano l’anello finale nella formazione del prezzo alla pompa. Per quanto riguarda Eni, invece, i rimborsi variano secondo il tipo di impianto: in quelli di proprietà gestiti direttamente non servono ristori; per quelli affidati ai gestori, Enilive riconoscerà 1.500 euro per smaltire le giacenze acquistate prima dell’annuncio; nei convenzionati, che usano solo il marchio, Eni rimborserà la differenza tra prezzo contrattuale d’acquisto e prezzo di vendita senza tetto.

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