Caro carburanti, sui tax credit sarà corsa contro il tempo

Dopo l’intervento nell’ultimo decreto taglio accise, salgono a 462 milioni le risorse complessive per i crediti d’imposta. Per tutti la scadenza di utilizzo in compensazione è fine 2026

In campo 462 milioni di euro. Con una partita per l’utilizzo che sarà una corsa contro il tempo: visto che la data di scadenza per portarli in compensazione coinciderà con la fine dell’anno. I crediti d’imposta, varati per aiutare alcuni dei settori più esposti al caro carburanti dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente, hanno visto progressivamente aumentare la loro dotazione ma anche un ampliamento della platea dei potenziali beneficiari e dei mesi di riferimento. Ora la partita si gioca tutta sulla possibilità di mettere a terra le procedure per le richieste dopo aver definito il quadro delle regole con i decreti attuativi.

In prima fila, almeno per quanto riguarda l’entità delle risorse, c’è il tax credit dedicato all’autotrasporto, con i primi 300 milioni che hanno appena incassato il via libera della commissione Ue ritenendolo in linea con il quadro temporaneo degli aiuti di Stato legato alla crisi in Medio Oriente (Metsaf). Intanto l’ultimo decreto legge varato per tagliare le accise sul gasolio in pieno esodo estivo per gli automobilisti (Dl 133/2026) ha messo un ulteriore chip a disposizione dell’agevolazione: 22 milioni che fanno così salire il plafond complessivo a 322 milioni di euro. E non solo, perché il beneficio è stato allargato fino a coprire i maggiori oneri sostenuti nel mese di luglio.

Una misura che va nel solco dei precedenti interventi varati dal Governo ma anche dal Parlamento. Nella conversione del decreto accise ter, infatti, è arrivato il via libera all’estensione oltre le imprese dell’autotrasporto merci, anche a quelle dell’autotrasporto di persone e a quelle di noleggio di autobus con conducente con veicoli nelle classi euro 5 ed euro 6.

Il primo tassello attuativo per definire il quadro dell’agevolazione è stato fissato dal decreto interministeriale di Infrastrutture e Trasporti di concerto con l’Economia e con l’Ambiente e sicurezza energetica. Si tratta di un decreto datato 23 maggio, quindi precedente all’estensione del perimetro soggettivo all’autotrasporto di persone, e pubblicato in «Gazzetta Ufficiale» il 21 luglio.

I principali dettagli operativi delle richieste sono affidati a un decreto direttoriale Mit ma l’apertura del canale delle domande su una piattaforma gestita da agenzia delle Dogane e Monopoli (Adm) è attesa a partire da settembre con una finestra che, secondo quanto anticipato da alcune associazioni di categoria e in attesa di comunicazioni ufficiali a riguardo, potrebbe andare dal 1° al 15. Non ci sarà alcun click day e la misura del credito d’imposta potrà arrivare fino a coprire fino al 70% della maggiore spesa sostenuta da marzo fino a luglio (dopo il Dl 133) rispetto al prezzo medio del gasolio rilevato dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica per febbraio 2026.

La scadenza da non oltrepassare per l’utilizzo in F24 è il 31 dicembre 2026. Anche se ad “ammorbidire” questo paletto va considerato che l’agevolazione non è soggetta ai limiti annuali previsti per le compensazioni, non concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile Irap e non è rilevante per il calcolo degli interessi passivi deducibili.

Considerando quindi che la fase calda per richieste e riconoscimento del tax credit sarà tra fine estate e inizio autunno, si tratterà di una vera e propria corsa contro il tempo per le imprese beneficiarie che, al di là dei versamenti di ritenute, contributi e Iva, si troveranno a calare sul tavolo la carta del credito in compensazione soprattutto per l’appuntamento con il secondo acconto delle imposte sui redditi 2026 in scadenza il 30 novembre.

Un filo rosso che potrebbe unire anche i beneficiari degli altri tax credit contro il caro carburanti che impattano principalmente il mondo dell’agricoltura, sostenuto anche con una misura ad hoc sui fertilizzanti, dato che dallo Stretto di Hormuz transita circa un quinto del prodotto mondiale (si veda l’approfondimento in pagina).

Per quanto riguarda il credito d’imposta fino al 20% destinato alle imprese del settore ittico (per cui sono stati stanziati 10 milioni di euro con il primo decreto accise) la finestra per la presentazione delle domande è stata aperta dal 19 giugno al 20 luglio.

Quello sui carburanti, su cui c’è un monte complessivo di risorse pari a 90 milioni di euro, ha trovato il kit di attuazione con il decreto del ministero dell’Agricoltura di concerto con quello dell’Economia dello scorso 23 luglio (si veda «Il Sole 24 Ore» del 29 luglio). Il contributo copre fino al 20% della spesa per gasolio e benzina acquistati tra marzo e maggio 2026, al netto dell’Iva, per l’alimentazione di mezzi impiegati nelle attività agricole: dai trattori alle motopompe per irrigazione, fino al riscaldamento delle serre per le colture orticole. Il tetto individuale è fissato a 50mila euro per impresa, in base al quadro temporaneo Ue sugli aiuti di Stato legati alla crisi in Medio Oriente. Il decreto interministeriale Masaf-Mef che fissa le regole individua in Agea il soggetto gestore dell’intero ciclo dell’incentivo, con un compenso di 200mila euro che riduce a 89,8 milioni le risorse effettivamente disponibili per le imprese.

A chiarire il meccanismo operativo è arrivata venerdì sera la circolare Agea, che spiega i requisiti per l’accesso: potranno chiedere il credito gli «agricoltori in attività» iscritti come impresa agricola attiva nel registro imprese, oppure alla previdenza agricola Inps, oppure titolari di partita Iva con codice Ateco 01. Le domande, anche tramite i Centri di assistenza agricola, andranno presentate su piattaforma telematica entro il 30 settembre, in una finestra di almeno 20 giorni. Sarà poi Agea, nei 20 giorni successivi alla chiusura, a stabilire l’aliquota effettiva. La circolare offre già due simulazioni per comprendere il meccanismo, mostrando come il 20% pieno regga solo se le richieste restano sotto il plafond, mentre con una domanda aggregata di 112 milioni di euro il beneficio scenderebbe al 16 per cento.

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