Caro casa, prezzi e affitti salgono nell’Ue. Il Governo studia le misure per giovani e locazioni

«Serve una formazione di qualità, un lavoro sicuro e stabile, una retribuzione adeguata, una casa a un prezzo equo», ha detto di recente la premier Giorgia Meloni

I prezzi delle abitazioni nell’Unione europea continuano a salire, e con loro gli affitti. Secondo Eurostat, nel secondo trimestre del 2026 i prezzi sono aumentati del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2025 e i canoni del 3%.

Rispetto alla media annua del 2025, la crescita è del 4,1% per i prezzi e del 2,6% per gli affitti. In 18 Paesi Ue i prezzi sono saliti più rapidamente dei canoni. Nel 2025, rispetto al 2024, le compravendite sono aumentate nella maggior parte dei Paesi per cui sono disponibili dati.

In Italia il terzo trimestre segna invece una frenata. Secondo Idealista i prezzi delle case in vendita sono scesi dell’1,1%, a una media di 2.031 euro al metro quadro. Su base annua il saldo resta positivo, con un +3,3% rispetto a settembre 2025, mentre su base mensile le quotazioni sono stabili.

Per Vincenzo de Tommaso, responsabile dell’ufficio studi del portale, il calo riflette l’effetto ritardato della stretta monetaria della Bce. Tassi ancora elevati rendono i mutui più cari, riducono l’accesso al credito e frenano una parte della domanda, soprattutto nelle aree periferiche e nei segmenti di fascia media. I capoluoghi mostrano invece una resilienza «superiore alle attese».

Sul fronte delle politiche abitative, il governo guarda alla prossima manovra. «Serve una formazione di qualità, un lavoro sicuro e stabile, una retribuzione adeguata, una casa a un prezzo equo», ha detto di recente la premier Giorgia Meloni, indicando le condizioni per «mettere su una famiglia». Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha anticipato le misure allo studio, «risorse finanziarie permettendo».

La prima sono gli incentivi per l’acquisto della prima casa per gli under 36. Poi l’estensione dell’Iva alle cessioni e locazioni di abitazioni da parte delle società immobiliari e la riduzione dell’aliquota Iva dal 10 al 5% sulle locazioni residenziali, esclusi gli immobili di lusso. Infine l’assimilazione agli immobili strumentali dei fabbricati residenziali affittati dalle imprese di costruzione. Per le misure, ovviamente, sarà necessario trovare copertura nella legge di bilancio.

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