
Il Centre for international development di Palermo chiede all’Autorità garante della concorrenza e del mercato di verificare i meccanismi di formazione dei prezzi nei periodi di maggiore domanda, il livello di concorrenza sulle rotte siciliane e il funzionamento dei sistemi automatici utilizzati dalle compagnie.
In piena estate, mentre cresce la domanda di collegamenti da e per la Sicilia, il caro voli torna davanti all’Antitrust. Il Centre for International Development (Cid), associazione palermitana attiva nella tutela dei consumatori e dei cittadini, rappresentata e assistita dallo studio legale Palmigiano e Associati, ha presentato un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato chiedendo di fare luce sui meccanismi attraverso i quali vengono determinate le tariffe aeree nei periodi di maggiore mobilità.
L’obiettivo non è sostenere a priori l’esistenza di intese o comportamenti anticoncorrenziali da parte delle compagnie. La richiesta è piuttosto quella di mettere l’Antitrust nelle condizioni di verificare, attraverso i dati detenuti dai vettori, se gli aumenti dei prezzi siano interamente spiegabili con le normali dinamiche della domanda e dell’offerta oppure se vi siano elementi che meritano ulteriori approfondimenti.
Il cuore dell’esposto riguarda informazioni che il consumatore normalmente non possiede. Il Cid chiede infatti all’Autorità di acquisire dai vettori i dati sui prezzi effettivamente praticati, sulla capacità offerta, sui posti disponibili e sui livelli di riempimento degli aeromobili, oltre ai criteri utilizzati nei sistemi di determinazione delle tariffe. Il prezzo di un biglietto aereo può infatti cambiare sulla base di numerose variabili: il momento in cui viene effettuata la prenotazione, i posti ancora disponibili, il grado di riempimento del volo, la capacità programmata dalla compagnia, l’andamento della domanda e le strategie commerciali adottate dai singoli operatori. Proprio per questo, sostiene l’associazione, soltanto l’accesso ai dati completi può consentire di capire cosa accada realmente nei periodi nei quali la domanda aumenta. L’analisi richiesta riguarda anche la struttura delle principali rotte da e per l’Isola: il livello effettivo di concorrenza, l’eventuale presenza di operatori dotati di un significativo potere di mercato e le modalità con cui vengono formati i prezzi nei momenti di maggiore mobilità.
A sostegno della richiesta viene richiamata anche una rilevazione pubblicata nel febbraio 2026 sull’andamento dei prezzi dei voli nazionali in diversi periodi dell’anno. Per una famiglia di tre persone, sulla tratta Milano-Catania il costo complessivo rilevato passava da circa 144 euro a circa 1.427 euro tra Carnevale e il periodo natalizio, con una variazione indicata dell’892%. Sulla Milano-Palermo il confronto era invece tra circa 238 e 1.235 euro, pari a un incremento del 419%. Sono numeri rilevanti, ma lo stesso Cid mette un limite preciso alla loro interpretazione: si tratta di una fotografia delle offerte disponibili in determinati momenti e non necessariamente dei prezzi pagati dalla generalità dei viaggiatori. I dati, quindi, non vengono utilizzati come prova di una condotta anticoncorrenziale, ma come elemento che, considerata anche la particolare condizione della Sicilia, secondo l’associazione giustifica l’apertura di un approfondimento. «Non sosteniamo che un aumento di prezzo, per quanto considerevole, dimostri automaticamente l’esistenza di un’intesa o di una condotta abusiva – spiega l’avvocato Alessandro Palmigiano –. Chiediamo però che variazioni di questa portata vengano esaminate attraverso gli strumenti istruttori di cui dispone l’Autorità».
Un capitolo dell’esposto riguarda i sistemi automatizzati utilizzati dalle compagnie per la gestione delle tariffe. Il Cid chiede all’Antitrust di verificare se questi meccanismi operino secondo normali logiche di ottimizzazione economica oppure se, in determinate condizioni, possano produrre effetti problematici sul funzionamento concorrenziale del mercato o sulla trasparenza delle offerte. C’è poi il tema del prezzo effettivamente visibile al consumatore. L’associazione richiama la necessità che il passeggero possa conoscere con chiarezza, prima dell’acquisto, l’importo complessivamente richiesto, compresi eventuali costi accessori e servizi opzionali.
Il problema assume una dimensione particolare per la Sicilia. Per residenti, studenti e lavoratori fuori sede il trasporto aereo rappresenta spesso un servizio difficilmente sostituibile: soprattutto nei momenti di maggiore mobilità, le alternative disponibili richiedono tempi sensibilmente più lunghi e non sono concretamente equivalenti. Palmigiano richiama in questo quadro il programma regionale “Sicilia Vola”, che attraverso contributi e agevolazioni destinate ai residenti interviene per ridurre il peso dei collegamenti aerei sui bilanci di famiglie, studenti e lavoratori. Lo definisce un intervento di rilievo sociale ed economico, ma pone contemporaneamente un problema: evitare che le risorse pubbliche si limitino a compensare prezzi particolarmente elevati senza intervenire sulle cause che li determinano. «È fondamentale, parallelamente, comprendere come si formano i prezzi nel mercato del trasporto aereo – conclude Palmigiano – affinché gli interventi pubblici affianchino un sistema realmente trasparente, competitivo ed efficiente, garantendo benefici duraturi ai cittadini e al territorio».
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