
Assocarta e i rappresentanti dei lavoratori chiedono al governo confronto urgente: costo del gas e import asiatico schiaccianola competitività del settore
Rincari energetici e 50 cartiere rischiano di dover ricorrere alla cassa integrazione nel secondo semestre: il 44% degli impianti in Italia. Da questa elaborazione – fatta dall’ufficio studi di Assocarta anche sulla scorta di quanto successo al comparto con lo shock del gas del 2022 – parte il nuovo allarme sulla sofferenza del settore. Lo lanciano la stessa Assocarta e le organizzazioni sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilfpc e Ugl Chimici. Di nuovo insieme dopo la comune preoccupazione per la revisione europea del sistema Ets quest’estate. Mandano un appello al governo e alle istituzioni europee per interventi urgenti e strutturali a difesa di competitività, continuità produttiva e occupazione.
Industria e rappresentanti dei lavoratori hanno prodotto un documento che sintetizza tutte le criticità, a partire dal prezzo del gas, passato da 35 a oltre 80 euro al MWh quest’anno: «Una dinamica che potrebbe far salire la bolletta annuale del gas del comparto da 800 milioni a 1,3 miliardi di euro, portando il peso dell’energia sul fatturato fino al 20% o oltre». A ciò si aggiungono la debolezza della domanda e la crescente pressione competitiva delle produzioni asiatiche, sostenute da sovracapacità strutturale e supporto pubblico. L’aumento delle importazioni asiatiche sul mercato italiano di carta e cartoni (carte tissue comprese), superiore al 31% nella prima metà del 2026, evidenzia il rischio che il differenziale dei costi energetici si traduca in una perdita duratura di quote di mercato per le imprese nazionali. Ai rincari energetici si affiancano poi gli oneri del sistema Ets «pari a circa 215 milioni di euro annui in assenza di modifiche al sistema»: rischiano di aggravare ulteriormente il divario competitivo con i Paesi extraeuropei.
Assocarta e i sindacati testimoniano come il peggioramento delle condizioni economiche stia già inducendo diversi stabilimenti a rallentare o a sospendere temporaneamente la produzione, ricorrendo anche agli ammortizzatori sociali: per il 2026 stimano una crescita delle ore autorizzate di cassa integrazione fino a 7 milioni, con un onere per l’Inps pari a circa 58 milioni di [...]
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