
L’ex presidente della Camera: Quirinale? non ci si candida, si viene eletti
«È giusto che il mio cammino si fermi qui». Pier Ferdinando Casini conferma la decisione di non ricandidarsi alle prossime elezioni politiche in una lettera su Quotidiano Nazionale e in un’intervista al Corriere della sera. Eletto per la prima volta in Parlamento nel 1983 e confermato nelle successive dieci legislature, Casini è ininterrottamente parlamentare da 43 anni e il più longevo tra gli eletti ancora in carica.
«Qualcuno – dice l’ex presidente della Camera e attuale senatore del Pd – penserà che Casini ci ha messo un bel po’ prima di fermarsi. Io, con un sorriso, rispondo che probabilmente ha ragione. Fin da giovane, del resto, ho sempre creduto che la cosa più difficile, in politica, non sarebbe stato tanto arrivare o rimanere, anche se poi rimanere non è che si sia rivelato così facile: il passaggio realmente complicato sarebbe stato individuare il momento giusto in cui fermarsi».
Casini (che non ha mai ricoperto incarichi di governi) ringrazia il centrosinistra che lo ha sostenuto negli ultimi dieci anni come senatore indipendente e spiega le ragioni della scelta: «Sono veramente grato di questa fiducia, ma alla vigilia di un processo elettorale che si preannuncia lungo e complicato, il mio pensiero è semplice e chiaro: tempi nuovi richiedono personalità più in sintonia con le formazioni politiche che si presenteranno agli elettori. È giusto che il mio cammino si fermi qui». L’addio al Parlamento, sottolinea, non significa però abbandonare l’impegno politico.
«La politica è una passione che non si abbandona e che varrà sempre la pena impegnarsi per la difesa della democrazia liberale, per la giustizia sociale in un mondo attraversato da inaccettabili disuguaglianze, per la pace e la serena convivenza fra i popoli, per i valori di un Occidente assediato da nemici esterni e interni e per un’Europa che, sola, può rendere i nostri figli protagonisti del loro destino e non vassalli di qualcuno».
Quando gli si fa notare che tra due anni si rivota per il Quirinale e che era, e resta, uno dei candidati più accreditati, Casini osserva: «Come dimostra la storia della Repubblica, al Quirinale non ci si candida, si viene eletti».

