
I membri della giunta sono 17, ma alcuni potrebbero non votare a causa di conflitti d’interesse. Dubbi sulle posizioni di Bianchedi e Spina. Si fa strada l’ipotesi di una mediazione tra Buonfiglio e il presidente della Figc
Mancano ormai poche ore alla riunione della giunta del Coni che si esprimerà sul caso del presidente della Figc Giovanni Malagò. Martedì 6 ottobre, alle 13, l’organo esecutivo del Comitato olimpico sarà chiamato a stabilire se il suo mancato tesseramento al momento della candidatura e dell’elezione con quasi il 70% dei voti costituisce una violazione grave, tale da giustificare il commissariamento della Federcalcio. La giunta si compone di 17 membri, anche se non tutti voteranno.
I membri della giunta potranno partecipare alla riunione in presenza o in collegamento telematico e avranno visione dei pareri dei giuristi interpellati dal Coni e della Figc, che nei giorni scorsi hanno fornito verdetti contrastanti in merito alla necessità di commissariare la federazione. Il voto sarà palese, ma, su richiesta, sarà possibile passare allo scrutinio segreto. L’approvazione avverrà a maggioranza e in caso di pareggio la richiesta sarà considerata bocciata.
I componenti dell’organo esecutivo del Comitato olimpico sono il presidente Buonfiglio, il segretario generale Carlo Mornati, i due vicepresidenti Diana Bianchedi e Marco Di Paola, i dirigenti Tania Cagnotto, Giovanni Copioli (motociclismo), Francesco Ettorre (vela), Laura Lunetta (danza sportiva e sport musicali) e Francesco Montini. A questi si aggiungono gli atleti Giampaolo Ricci e Valentina Rodini, il tecnico Elisabet Spina, il rappresentante dei Comitati Regionali Marco Riva, il rappresentante dei Comitati Territoriali Domenico Ignozza e quello degli Enti di Promozione Sportiva Juri Morico e, infine, i due membri del Comitato olimpico internazionale: Federica Pellegrini e Malagò stesso.
Non tutti i componenti della giunta, però, parteciperanno alla votazione. Saranno esclusi dallo scrutinio innanzitutto il segretario generale Mornati (che avrà funzione di notaio) e Malagò, che potrebbe lasciare la sala al momento del voto.
È poi possibile che alcuni membri non possano esprimersi in ragione di eventuali conflitti di interessi. Sono ancora numerosi gli interrogativi sul ruolo di Diana Bianchedi che, alla luce delle recenti dimissioni da capodelegazione della Figc, avrebbe diritto a votare. Nel caso la sua preferenza risultasse decisiva, però, in un secondo momento l’atto potrebbe essere impugnato. È ancora in discussione anche la possibile incompatibilità di Spina, responsabile del settore femminile del Milan, club che aveva sostenuto la candidatura di Malagò.
L’ultima parola spetterà comunque al Consiglio nazionale, che si riunirà dopo la giunta e dovrà ratificare l’eventuale decisione. Il Consiglio si compone di 81 membri, ma quattro federazioni – le commissariate pesistica, cricket, tiro a segno e, per incompatibilità, la Figc – non hanno diritto di voto. Ancora non è chiaro se potrà partecipare la Federnuoto, che al momento è affidata a un reggente che sostituisce il sottosegretario di Stato Paolo Barelli.
Del Consiglio fanno parte Buonfiglio, Pellegrini e 45 presidenti delle Federazioni Sportive Nazionali. E ancora dieci rappresentanti degli atleti, cinque dei tecnici, tre esponenti delle Discipline Sportive Associate, cinque degli Enti di Promozione Sportiva, sei componenti delle strutture territoriali del Coni e il rappresentante delle Associazioni Benemerite Marcello Marchioni.
Secondo quanto emerge, però, la soluzione della questione potrebbe essere vicina. Nelle ultime ore si sta infatti facendo strada l’ipotesi di una mediazione: è possibile che alla giunta venga proposta la nomina dello stesso Malagò a commissario della Federcalcio.
L’operazione eviterebbe una spaccatura interna all’esecutivo del Coni. Il presidente del Comitato olimpico Luciano Buonfiglio e Malagò potrebbero incontrarsi prima della riunione della giunta per varare un accordo definitivo.
Ad attendere con grande preoccupazione il pronunciamento della giunta del Coni c’è la Lega Calcio Serie A, che ribadisce il completo supporto a Malagò e spiega che il commissariamento sarebbe «del tutto inopportuno, anche perché potrebbe condurre nel caos il calcio, in una fase delicatissima», prendendo le distanze «dalla apparente querelle giuridica di cui non comprende i fondamenti in diritto e le ragioni politiche».

