
Gaborone ribadisce la richiesta di perdono alla donna d’affari sudafricana con un’inserzione sul quotidiano britannico
NAIROBI – Il governo del Botswana torna a scusarsi con Bridgette Motsepe, la donna di affari e ambasciatrice sudafricana accusata di coinvolgimento in uno scandalo di riciclaggio e cospirazione contro Gaborone nel 2019. Il messaggio è identico a quello già diramato dall’esecutivo botswano nel 2025, quando il governo ha ritrattato e avanzato ufficialmente le sue scuse a Motsepe per le contestazioni «false e spregiudicate» a suo carico.
Ora ha deciso di ribadire il concetto da una vetrina inusuale: una pagina del Financial Times, occupata da un annuncio a pagamento dove gli interi vertici nazionali e il leader Duma Boka reiterano la richiesta di perdono e assicurano che «falsificazioni di questo genere non si verificheranno mai più».
Motsepe, 66 anni, è una manager del settore minerario e ambasciatrice per lo sviluppo economico al Parlamento panafricano, riconosciuta prima imprenditrice donna e nera a farsi largo nell’industria del mining dopo il tramonto dell’apartheid. La sua influenza è accompagnata e corroborata dai legami famigliari, in un intreccio di rapporti economici e politici che pervadono l’establishment di una delle economie più strutturate del Continente. Il fratello è Patrice Motsepe, miliardario dell’industria estrattiva e presidente della Confederation of African Football dal 2021. La sorella è Tshepo Motsepe, donna di affari, fisica e moglie del presidente sudafricano Cyril Ramaphosa. Il marito è Jeff Radebe, un uomo politico con [...]

