Cento ex diplomatici: «Palestina cancellata sotto i nostri occhi»

La lettera, indirizzata al presidente Emmanuel Macron e al premier Andy Burnham, è stata firmata da 52 ex diplomatici francesi e 50 ex ambasciatori britannici; molti hanno prestato servizio in Medio Oriente, ricoprendo incarichi di alto livello

Oltre 100 ex diplomatici francesi e britannici chiedono un’azione urgente per spingere Israele ad accettare uno Stato palestinese, compreso il divieto di commercio e vendita di armi e la sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele, come pure dell’accordo commerciale tra Regno Unito e Israele. L’appello è contenuto in una lettera congiunta.

«A Gaza, due milioni di palestinesi sono confinati nel 30% del loro territorio devastato, affamati, privi di medicine e di alloggi. Oltre 1.200 palestinesi sono stati uccisi dal cosiddetto cessate il fuoco», si legge. E ancora: «A Gerusalemme Est e nel resto della Cisgiordania, le demolizioni di case palestinesi e la dilagante violenza dei coloni – con la complicità di esercito e polizia israeliani – equivalgono a una pulizia etnica».

La Palestina, sostengono i firmatari, «viene cancellata sotto i nostri occhi». La politica di «occupazione e distruzione» si estende al Libano e alla Siria. Sostenendo che Regno Unito e Francia hanno svolto un ruolo chiave nella formazione del Medio Oriente moderno e ricordando che entrambi i Paesi hanno riconosciuto la Palestina come Stato nel 2025, i diplomatici affermano che ora hanno la responsabilità di «fare causa comune sulla linea di faglia fondamentale della regione: pari diritti per israeliani e palestinesi».

La lettera, indirizzata al presidente Emmanuel Macron e al premier Andy Burnham, è stata firmata da 52 ex diplomatici francesi e 50 ex ambasciatori britannici; molti hanno prestato servizio in Medio Oriente, ricoprendo incarichi di alto livello. Il documento, consegnato al Guardian e a Le Monde, viene pubblicato due giorni dopo che il Regno Unito e la Francia, insieme all’Italia e ad altri otto Paesi, hanno condannato la pubblicazione da parte del Governo israeliano dei bandi di gara per il progetto di insediamento E1, affermando che le abitazioni proposte «allontaneranno ancora di più Israele dalla pace». Proprio in risposta a questo annuncio, Londra valuta lo stop al commercio di beni e servizi con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania.

E mentre anche ieri sono continuate le violenze in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, dove l’Idf ha dichiarato di aver ucciso un comandante di Hamas, in Libano Israele continua a bombardare. Secondo l’Agenzia di stampa libanese (Nna), ieri i caccia israeliani hanno lanciato un attacco nell’area compresa tra i villaggi di Sarbin e Rashaf, nel governatorato di Nabatieh, nel sud del Libano. E nella notte tra venerdì e sabato avevano attaccato l’area delle alture di Ali al-Tahir, «utilizzando proiettili al fosforo», secondo l’agenzia Nna.

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