Chiesti i fondi per completare il polo Agroalimentare delle Dop

Agrorinasce promotore della riqualificazione dell’ex feudo di Sandokan. Il ministro Foti: «Se c’è un progetto faremo la nostra parte»

Il recupero del centro “La Balzana”, il più grande complesso immobiliare confiscato alla camorra in Italia, destinato a diventare il Parco Agroalimentare dei prodotti tipici della Regione Campania, avanza; per poterlo completare manca però il finanziamento dell’ultimo lotto, il numero 5, di 15,5 milioni, che rappresenta la parte da destinare alla coltura delle tipicità locali. Agrorinasce, la società che ha promosso la conversione del bene confiscato, e il Comune di Santa Maria la Fossa, in cui il grande podere risiede, chiedono che il governo dia l’ok all’ultima tranche di finanziamento.

Lo hanno fatto in occasione dell’evento che si è tenuto ieri, intitolato “Politiche di coesione e beni confiscati” a cui hanno partecipato tra gli altri il ministro per le Politiche di coesione Tommaso Foti e il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, il procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri, il direttore dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Maria Rosaria Laganà, il Commissario straordinario Paola Spena. Ad accoglierli il sindaco di Santa Maria La Fossa Nicolino Federico, la presidente di Agrorinasce Maria Antonietta Troncone, l’ad di Agrorinasce, Giovanni Allucci.

Il ministro Foti ha accolto l’invito. «I beni confiscati non possono essere ritenuti beni che concludono la loro esistenza con il decreto di confisca – ha detto – ma è in quel momento che deve avvenire la rinascita del bene con [...]

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