Cisgiordania, Idf lascia molte delle case occupate a Qusra. Cinque italiani nel villaggio assediato

Dopo giorni di tensione nel villaggio palestinese di Qusra, l’esercito israeliano si ritira dalla maggior parte delle abitazioni mentre il governo accelera la riorganizzazione del controllo civile negli insediamenti della Cisgiordania

Le forze armate israeliane hanno lasciato la maggior parte delle abitazioni del villaggio palestinese di Qusra, a sud di Nablus, in Cisgiordania, dove erano entrate nell’ambito di un’operazione volta a evacuare alcuni avamposti di coloni sorti nella zona. La notizia è stata riferita da residenti del villaggio al Times of Israel e arriva dopo giorni di tensioni che hanno attirato l’attenzione della comunità internazionale.

Secondo le testimonianze raccolte sul posto, i soldati dell’Idf erano entrati nelle abitazioni nella mattinata di ieri. Diverse ore più tardi, tuttavia, l’esercito israeliano ha modificato il proprio approccio, annunciando che le truppe non sarebbero rimaste all’interno delle case abitate. In serata i militari hanno quindi lasciato quasi tutte le abitazioni occupate durante l’operazione.

Ci sono anche cinque italiani nel villaggio palestinese di Qusra, secondo fonti della Farnesina. I cinque italiani sarebbero all’interno delle abitazioni isolate sono in undici, tra cui appunto i cinque italiani, di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Si tratterebbe di 4 donne e un uomo. La Farnesina, attraverso l’Unità di crisi e in collegamento con il consolato di Gerusalemme e l’ambasciata di Tel Aviv sta seguendo la vicenda.

La vicenda è legata a un avamposto allestito da coloni israeliani che, secondo i residenti, da sei giorni impediva a due famiglie palestinesi di raggiungere le proprie case ai margini del villaggio. La situazione aveva provocato una vasta operazione militare e suscitato critiche e condanne da parte di diversi attori internazionali.

I residenti sostengono che i soldati abbiano lasciato tutte le abitazioni tranne una delle case interessate dall’assedio, appartenente a Yusuf Hassan. Nonostante il ritiro delle truppe dalla maggior parte del villaggio, i coloni continuerebbero a stazionare all’esterno delle abitazioni delle due famiglie coinvolte.

L’episodio si inserisce in un contesto di crescente tensione in Cisgiordania, dove il governo israeliano sta accelerando la propria politica sugli insediamenti. Nelle stesse ore il ministro della Difesa Israel Katz ha annunciato di aver incaricato l’Idf di predisporre un piano per trasferire alla polizia israeliana tutte le competenze di applicazione della legge relative alle questioni civili negli insediamenti e nei confronti della popolazione israeliana presente in Giudea e Samaria, il nome biblico con cui Israele indica la Cisgiordania.

«Il compito dell’Idf è combattere il terrorismo palestinese e concentrarsi sulla difesa dei confini e degli insediamenti dalle minacce. Tutta la responsabilità per l’applicazione delle norme in materia civile e per il mantenimento della legge e dell’ordine sarà trasferita alla polizia», ha dichiarato Katz al termine di una riunione con i vertici militari israeliani.

Secondo il ministro, l’esercito non dispone né del mandato né delle risorse necessarie per gestire le questioni civili nei territori occupati, soprattutto alla luce dell’espansione prevista degli insediamenti. Katz ha richiamato le recenti decisioni del governo che prevedono la creazione di 104 nuovi insediamenti e la regolarizzazione di diverse fattorie agricole, sostenendo che l’Idf debba concentrarsi sulle sfide di sicurezza e sulla lotta ai gruppi armati palestinesi.

L’annuncio potrebbe segnare un ulteriore cambiamento nella gestione della Cisgiordania e alimentare il dibattito internazionale sulle politiche israeliane nei territori occupati, già al centro di crescenti critiche da parte di governi e organizzazioni internazionali.

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