
Il ministro degli Esteri: «Misure nazionali poggiano su basi giuridiche deboli, con il rischio di produrre effetti limitati e di essere facilmente aggirate»
Per arginare le violenze dei coloni in Cisgiordania è necessario mettere in campo interventi a livello europeo. «L’espansione degli insediamenti (in Cisgiordania, ndr) è inaccettabile. Nessuno può tollerare le violenze dei coloni. Nessuno può giustificare iniziative che compromettono la prospettiva della soluzione a due Stati. La questione è dire quali strumenti utilizzare per incidere realmente su queste condotte. Siamo convinti che, su materie di questo tipo, l’unico quadro giuridico e politico efficace sia quello dell’Unione Europea». Sono le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto mercoledì 16 settembre in aula alla Camera per il question time. Sulle misure restrittive nei confronti dei beni prodotti negli insediamenti il governo continua dunque a confrontarsi con i partner dell’Unione europea. «Soltanto una risposta unitaria a livello europeo può infatti garantire misure realmente efficaci e coerenti», ha sottolineato il leader di Forza Italia.
«Per colpire in modo mirato ed efficace le attività e le fonti di finanziamento dei coloni violenti – ha spiegato il responsabile della Farnesina – servono misure a livello europeo. Per questo abbiamo scelto fin dall’inizio di affrontare la questione in ambito europeo. Misure nazionali poggiano su basi giuridiche deboli, con il rischio di produrre effetti limitati e di essere facilmente aggirate. È anche per questo che solo sette Paesi dell’Ue hanno annunciato misure come quelle annunciate da Regno Unito, Francia e Canada», [...]
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