
Sotto esame la scelta di usare un regolamento: l’ipotesi è che invada le prerogative dei paesi membri
È approdata alla Camera la riforma europea degli appalti, con un primo passaggio sulla verifica del principio di sussidiarietà. La proposta di regolamento è stata assegnata in sede primaria alla commissione Ambiente e alla commissione Politiche dell’Unione europea. Spetterà ai deputati in commissione esaminare in che termini le regole europee potranno sconfinare sulle decisioni dei singoli Stati, e dunque su quello italiano, in materiadi contratti pubblici. Una previsione che viene contemplata solo nel caso in cui le azioni dei Paesi membri non sono adeguate rispetto agli obiettivi fissati da Bruxelles. Il termine fissato per la verifica è di otto settimane e decorre dal 26 ottobre: entro l’11 gennaio il Parlamento dovrà pronunciarsi.
Sul banco degli imputati c’è, soprattutto, la scelta di far camminare le nuove regole europee sulle gambe di un regolamento. Una scelta contestata da più fronti della compagine imprenditoriale che storce il naso per una rivoluzione normativa applicabile immediatamente, senza cuscinetti nel recepimento. Non solo però. Il regolamento, direttamente applicabile, sostituirà le tre direttive su appalti ordinari, settori speciali e concessioni. Si prospetta [...]
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