Comportamenti virtuosi, case green e temperature più alte: così quest’inverno risparmieremo 1,2 miliardi di metri cubi di gas

Secondo uno studio di Enea, il risparmio di 0,9 miliardi di Smc verrebbe dal settore residenziale, la restante parte da quello terziario

Il prossimo inverno potremmo risparmiare fino a 1,23 miliardi di metri cubi di gas tra settore residenziale e terziario. Si tratta della quantità necessaria a riscaldare circa un milione di case. È quanto emerge da uno studio sull’andamento dei consumi energetici realizzato da Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Al raggiungimento di un risparmio così significativo, secondo l’Agenzia, potrebbero contribuire interventi di riqualificazione e misure di contenimento ed efficienza, come la sostituzione dei vecchi generatori a gas e l’introduzione dell’Ets2.

Secondo quanto emerge dallo studio, nel settore residenziale si potrebbe arrivare a risparmiare 0,9 miliardi di Smc di gas. Di questi, 0,8 miliardi si otterrebbero dalla reintroduzione delle misure di contenimento dei consumi di gas naturale previste dal Piano nazionale adottato nel 2022 a seguito della crisi energetica innescata dal conflitto russo-ucraino. La restante parte da interventi di riqualificazione, sostenuti da incentivi come l’Ecobonus e il Bonus Casa.

Per quanto riguarda il settore terziario, invece, la riduzione dei consumi è più modesta ed è stimata in circa 0,3 miliardi di Smc. La maggior parte di questi deriverebbe da misure di contenimento (0,25 miliardi), mentre 0,06 miliardi da misure di efficienza come, per esempio, la sostituzione dei vecchi generatori a gas con moderne pompe di calore, ma anche l’Ets2, lo strumento che estenderà il sistema di scambio delle emissioni anche agli edifici (residenziali, commerciali e istituzionali).

L’Ets2, spiega Francesca Caffari, ricercatrice del Laboratorio Enea Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano, «comporterà un incremento dei costi per chi continuerà a utilizzare combustibili fossili (fino a 230 euro annui a famiglia)» mentre chi trasformerà le proprie abitazioni in edifici a zero emissioni, azzerando l’uso di combustibili fossili, «non risentirà dell’impatto economico del nuovo sistema».

Saranno però necessari, come ribadisce lo studio, anche interventi di efficienza più strutturali, ferma restando l’importanza delle misure di contenimento come la regolazione della temperatura di riscaldamento degli ambienti, che assicurano i maggiori volumi di risparmio a breve termine. Secondo Nicolandrea Calabrese, responsabile del Laboratorio Enea di Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano, infatti, sostituire impianti obsoleti e isolare gli edifici «garantisce una riduzione stabile, progressiva e indipendente dalle abitudini quotidiane degli utenti, proteggendo il paese dalle oscillazioni del mercato energetico».

Tornando ai fattori che hanno contribuito al risparmio ottenuto tra il 2021 e il 2025, secondo la ricerca di Enea avevano contribuito in maniera decisiva gli interventi di efficientamento energetico, l’aumento delle temperature e il comportamento degli utenti. Per quanto riguarda le misure di efficienza energetica, si stima che, nell’arco dei quattro anni esaminati, gli interventi abbiano portato a un risparmio cumulato complessivo di circa 2,1 miliardi di Smc di gas naturale. Di questi 1,2 erano dovuti al Superbonus, 0,6 all’Ecobonus e 0,3 al Bonus Casa. Per quanto riguarda il settore terziario, lo studio rileva una contenuta riduzione strutturale della domanda di gas rispetto agli anni pre-pandemici, che può essere attribuita all’efficientamento energetico degli edifici, e specialmente alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con sistemi a pompa di calore elettrica.

Secondo Calabrese, lo studio realizzato da Enea assume particolare rilevanza in quanto «le tensioni in Medio Oriente e nello Stretto di Hormuz hanno acceso una nuova emergenza energetica, evidenziando ancora una volta i rischi legati alla dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili». Calabrese, infatti, afferma che in questo contesto «è necessario tornare a riflettere su ulteriori strategie di risparmio energetico, a partire da quanto già previsto dal Piano di contenimento del 2022, che nel 2023 ha consentito, nel settore residenziale, una riduzione di circa 7 miliardi di Smc di gas rispetto ai consumi del 2021, grazie anche alle temperature miti e agli interventi di efficientamento energetico». I risparmi ottenuti, però, conclude Calabrese, si sono ridotti tra il 2024 e il 2025 «plausibilmente perché i benefici derivanti dall’aumento dell’efficienza energetica sono stati compensati dalla revoca di una parte delle misure di contenimento e dalla riduzione dei prezzi del gas».

Articoli correlati