«Con il gas a 100 euro al MWh l’industria non regge, servono misure immediate»

Gas Intesive lancia l’allarme: costi non sostenibili per la manifattura italiana. Il presidente Chiarini: «A rischio produzione, investimenti, occupazione»

Sale il prezzo del gas, insieme alla preoccupazione delle aziende. Con il valore di riferimento al Ttf di Amsterdam che in settimana ha sfondato quota 100 euro al MWh (il 29 ottobre ha lievemente ritracciato, col future a dicembre che ha chiuso a 99 euro), i grandi consumatori vedono la prospettiva di costi crescenti da sostenere. Gas Intensive – la società consortile promossa da otto associazioni confindustriali delle filiere di carta, ceramica, fonderie, gesso e calce, malta, metalli ferrosi e non ferrosi, vetro – ha emesso una nota di allarme: «Le tensioni sui mercati fanno temere prezzi elevati per l’intera stagione invernale: livelli che, se protratti, non sono sostenibili per i settori manifatturieri ad alta intensità di gas».

Aldo Chiarini, presidente di Gas Intensive, si è fatto portavoce di un settore che vede una bolletta energetica pesare innanzitutto su operatività e margini: «Comprendiamo le incertezze del contesto internazionale e i vincoli della finanza pubblica, ma è necessario intervenire con urgenza: nessuna impresa può sostenere stabilmente costi di questa entità senza compromettere produzione, investimenti e occupazione», ha sottolineato.

Sullo sfondo rimane la manovra finanziaria: «Bene le risorse previste dalla legge di bilancio per lo sviluppo del biometano, ma si tratta di interventi di lungo periodo, che non risolvono l’emergenza dei prezzi nell’immediato. Servono misure incisive per i grandi consumatori di gas, così come quelle in arrivo per il settore elettrico», recita la nota di Gas Intensive.

Tra gli strumenti per dare sollievo ai costi energetici delle imprese, c’è il servizio [...]

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