Confindustria Lombardia in campo per il passaggio generazionale

Iniziativa dei Giovani per agevolare questa fase. Anghileri: «Sfida decisiva per il futuro». Rossi: «Cruciale non disperdere il patrimonio imprenditoriale».

Per Cartiera Mantovana, arrivata alla 17esima generazione, non pare essere un problema. Così come per Fabbrica d’Armi Beretta, al 15esimo passaggio del testimone, con 500 anni di storia all’interno della stessa famiglia.

Altrove, tuttavia, il trasferimento della proprietà di un’azienda da una generazione a quella successiva non è un passaggio scontato e la gestione di questa fase presenta numerose criticità.

Tema rilevante per le aziende lombarde, che negli ultimi dati, prendendo in esame le realtà con oltre 20 milioni di ricavi, vedono la presenza di aziende familiari in quasi sei casi su dieci, una massa di oltre 3500 imprese che sviluppano più di 300 miliardi di ricavi con 1,2 milioni di occupati.

Aziende in gran parte nate negli anni del boom economico e che arrivano in questi anni in una fase delicata, come testimoniato dai dati anagrafici dei proprietari.

Tra 2000 e 2025 le cariche in mano ad over 50 sono cresciute del 62%, da 772mila a 1,25 milioni mentre in parallelo gli under 45 in ruoli di governance si sono quasi dimezzati. Invecchiamento progresivo che pone anno dopo anno con maggior forza il tema del passaggio generazionale, posto ora al centro di un nuovo progetto (BridgeUp) di Confindustria Lombardia, presentato oggi a Milano.

Progetto che nasce per trasformare il passaggio generazionale in un percorso strutturato di crescita pianificata, rafforzando la bancabilità e la sostenibilità finanziaria delle imprese familiari.

«Come giovani imprenditori – sottolinea il presidente dei Giovani di Confindustria Lombardia Stefano Rossi – sentiamo la responsabilità di non disperdere l’immenso patrimonio imprenditoriale e di conoscenza che contraddistingue la Lombardia e crea ricchezza e benessere diffusi. Con BridgeUp vogliamo creare le condizioni affinché la continuità d’impresa sia una scelta concreta in un mercato in cui crescono le opportunità offerte dal private equity e il credito bancario è soggetto a limitazioni e paletti crescenti. Per questo vogliamo supportare le imprese, attraverso partner finanziari a a preservare il valore dell’imprenditoria familiare, asset che ha permesso all’Italia di crescere e conquistare mercati in tutto il mondo».

Tre sono le direttrici sviluppate nel progetto: una formazione finanziaria e manageriale, per rendere la nuova generazione un interlocutore consapevole e credibile verso sistema bancario e stakeholder; costruzione o rafforzamento del piano industriale, con focus su coerenza strategica, sostenibilità economico-finanziaria e capacità di rimborso; accesso a strumenti finanziari coerenti, attraverso un ecosistema di partner selezionati e un processo strutturato di analisi, selezione e accompagnamento. Con l’obiettivo da un lato di ridurre il rischio informativo per i finanziatori, dall’altro di favorire una crescita scalabile e sostenibile rafforzando in parallelo il ruolo della nuova generazione nel dialogo con il sistema finanziario.

Progetto imperniato sulla collaborazione di più soggetti. A partire da Confindustria Lombardia Giovani, per sviluppare l’attività a livello territoriale e coinvolgere le imprese. A cui si affiancano istituti di credito e partner finanziari (Cdp, Sace, Finint Investments ,Amundi Investment Solutions, Mps, Banca Ifis, Banca Ubae), con Pirola Corporate Finance per l’advisory indipendente.

«Il passaggio generazionale – sottolinea la presidente dei Giovani Imprenditore di Confindustria Maria Anghileri – è una delle sfide più importanti per il futuro delle imprese familiari e nei prossimi dieci anni quasi la metà sarà interessata da questo passaggio. Si tratta anche di un’opportunità: una successione ben preparata non significa solo trasferire un patrimonio: ma costruire la leadership della nuova generazione e creare le condizioni per una nuova fase di crescita».

«La Lombardia – spiega il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini – è la madre delle imprese familiari e se il sistema economico regge in questa fase e si comporta meglio di altri, penso alla Germania, lo dobbiamo proprio alla capacità di queste aziende di anticipare i cambiamenti: in questo siamo certamente più bravi di altri».

Nella fase operativa, Pirola Corporate Finance opera come advisor indipendente, con il compito di affiancare le imprese familiari selezionate nel passaggio generazionale lungo un percorso strutturato di analisi strategica e finanziaria, assicurando il coordinamento tra il nuovo management, le esigenze industriali dell’impresa e il sistema dei finanziatori. Sulla base delle evidenze emerse durante la fase di assessment, viene revisionato il Business Plan, finalizzato a tradurre la visione strategica del nuovo management in un progetto industriale chiaro, coerente e finanziariamente sostenibile.

Una volta definito il piano industriale, il percorso si concentra sull’accesso alle fonti di finanziamento necessarie a supportarne l’esecuzione.

In questa fase viene effettuata un’analisi puntuale delle esigenze finanziarie dell’impresa, in coerenza con la strategia di crescita, la struttura patrimoniale e il profilo di rischio emerso nelle fasi precedenti.

 

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