
Palazzo Chigi prepara la riunione di martedì 4 agosto. Sul tavolo anche pubblica amministrazione, difesa, giustizia tributaria, responsabilità delle imprese, Iva digitale e qualità dell’aria
Intelligenza artificiale nelle attività di polizia, nuovi poteri di vigilanza sull’IA e riorganizzazione della Corte dei conti. Sono i dossier più incandescenti del pacchetto che il Governo porterà al Consiglio dei ministri di martedì 4 agosto. Temi politicamente sensibili per Giorgia Meloni, chiamata a trovare il punto di equilibrio tra sicurezza e garanzie, controllo della spesa pubblica e margini di azione dell’esecutivo.
Prima del confronto politico, però, c’è da superare l’ultimo esame tecnico. Palazzo Chigi ha convocato per lunedì prossimo la riunione preparatoria del Cdm. Il pre-Consiglio dovrà passare al setaccio tredici provvedimenti e sciogliere i nodi ancora aperti prima che i testi arrivino, ventiquattr’ore dopo, sul tavolo dei ministri.
Il menu di inizio agosto è fitto: un decreto-legge, tre disegni di legge e nove decreti legislativi. Dentro c’è una fetta consistente dell’agenda di Governo: pubblica amministrazione, enti territoriali, protezione civile, politiche del mare, difesa, giustizia societaria, intelligenza artificiale, Corte dei conti, fisco, disabilità e ambiente.
Ad aprire l’elenco è l’unico decreto-legge, il provvedimento destinato a entrare immediatamente in vigore e a passare poi all’esame del Parlamento per la conversione. Il testo contiene disposizioni per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali, con interventi anche in materia di protezione civile e politiche del mare.
Il dossier è firmato congiuntamente dalla presidenza del Consiglio, dal ministero per la Pubblica amministrazione. La scelta del decreto-legge segnala l’urgenza attribuita dal Governo alla tenuta della macchina amministrativa, soprattutto sul territorio.
Tre disegni di legge completano la parte del pacchetto che dovrà comunque affrontare l’intero percorso parlamentare.
Il primo è la Legge di delegazione europea 2026, con cui il Governo chiede al Parlamento le deleghe necessarie per recepire le direttive europee e attuare gli altri atti dell’Unione.
Il secondo interviene sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e punta a una revisione del decreto legislativo 231 dell’8 giugno 2001. È la disciplina che stabilisce quando una società può essere chiamata a rispondere per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio. Il dossier è di competenza del ministero della Giustizia.
Il terzo disegno di legge contiene disposizioni per rafforzare e adeguare la capacità di difesa nazionale. Un testo che arriva mentre la spesa militare continua a occupare una posizione centrale nel confronto europeo.
Il cuore politico del pacchetto è nei nove decreti legislativi, attraverso i quali il Governo esercita deleghe già approvate dal Parlamento.
Due riguardano l’adeguamento dell’ordinamento italiano al regolamento europeo 2024/1689 del 13 giugno 2024, l’AI Act. È il fronte politicamente più delicato per Palazzo Chigi: l’intelligenza artificiale entra nell’attività delle forze dell’ordine, nella formazione e nei meccanismi di controllo affidati alle autorità nazionali.
Il primo decreto disciplina l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale nell’attività di polizia e la responsabilità civile e penale collegata al loro impiego.
Il secondo interviene invece sui poteri delle autorità nazionali chiamate a vigilare sull’intelligenza artificiale e sull’impiego dell’IA.
A completare i provvedimenti in esame definitivo è il decreto sull’ordinamento della giurisdizione tributaria, predisposto dal ministero dell’Economia. Il testo interviene sul sistema incaricato di decidere le controversie tra contribuenti e amministrazione fiscale, già anticipato nei mesi scorsi da Il Sole 24 Ore.
Cinque decreti legislativi sono invece ancora all’esame preliminare.
Tra questi spicca la riorganizzazione e il riordino delle funzioni della Corte dei conti, previsti dall’articolo 3, comma 1, della legge 7 gennaio 2026, numero 1. È l’altro dossier politicamente bollente per Meloni: l’intervento tocca infatti l’organo che vigila sulla spesa pubblica e svolge funzioni di controllo e giurisdizione contabile.
Un altro decreto recepisce la direttiva europea 2024/2841 del 23 ottobre 2024, che istituisce la Carta europea della disabilità e il contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità.
Il ministero della Giustizia porta poi il decreto di attuazione della direttiva europea 2024/2853, anch’essa del 23 ottobre 2024, sulla responsabilità per i danni provocati da prodotti difettosi.
Sul tavolo figura anche l’attuazione dell’articolo 2 della direttiva europea 2025/516 dell’11 marzo 2025, che modifica le regole comuni sull’Iva contenute nella direttiva 2006/112/Ce.
Completa il gruppo dei cinque testi preliminari il decreto di attuazione della direttiva europea 2024/2881 del 23 ottobre 2024 sulla qualità dell’aria ambiente, predisposto dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Il provvedimento punta ad adeguare la disciplina nazionale agli standard europei per un’aria più pulita.
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