
Nell’incontro dedicato a benessere e welfare affrontati 120 punti, molte richieste dei sindacati respinte. Per le 5 sigle mancano risposte chiare. Sileoni (Fabi): «Se non arriveranno, ci saranno risposte energiche»
Il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei bancari non ha ancora preso la direzione auspicata, soprattutto dai sindacati, che vedono la strada molto in salita. Nella sintesi dell’incontro di ieri del segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, le operazioni straordinarie stanno rallentando il negoziato. «Le banche cercano di prendere tempo e non riescono a dare risposte sui singoli argomenti. Manca la visione politica sul futuro del settore», sostiene il sindacalista.
Nelle agende i temi dovevano essere benessere organizzativo e welfare, su cui i sindacati hanno avanzato richieste molto puntuali nella loro piattaforma, che è stato il punto di partenza del negoziato. Sono stati affrontati 120 punti, molte richieste sono state respinte, soprattutto quelle di superare la normativa. Secondo fonti sindacali, non sono però arrivati quei chiarimenti utili per avviare la discussione che non è mai riuscita ad entrare troppo nel merito delle motivazioni delle risposte. Di qui al prossimo incontro, fissato per il 26 ottobre, potrebbero esserci nuovi sviluppi. Il 21 ottobre è stato infatti convocato un incontro del Consiglio direttivo Abi per dare un mandato di percorso al Comitato per gli affari sindacali e del lavoro, guidato da Ilaria Maria Dalla Riva. È la prima volta che vengono invitati tutti i componenti e questo è il segnale della volontà di valorizzare la pluralità delle posizioni e la partecipazione di tutti. Una volta definito il mandato di percorso, verosimilmente il negoziato potrà prendere una piega diversa.
Il rinnovo del contratto, scaduto lo scorso 31 marzo, riguarda 260mila bancari. Sul welfare delle banche, che i sindacati stessi riconoscono come uno dei più avanzati, la richiesta è di omogeneizzare le condizioni. La materia è molto ampia e non facile da enucleare, soprattutto perché ci sono servizi, come gli asili nido, che non possono essere imposti come strutturali o tout court. Sulla pay transparency il Casl di [...]
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