
Lo sforzo breve ma impegnativo favorisce una risposta immediata e massiccia dell’organismo. Ed influisce su ormoni, proteine e rimodellamento dei tessuti
Exerchine. Tenere a mente questo termine. Sono proteine e metaboliti rilasciati nel sangue dopo l’esercizio e potrebbero essere tra i mediatori chiave dei vantaggi legati all’attività fisica regolare, visto che sono rilasciate dal corpo in risposta all’esercizio. Vengono da tessuti come muscoli, cuore, fegato, tessuto adiposo e cervello e fanno comunicare i diversi organi tra loro quando ci muoviamo. Così si riduce l’infiammazione, migliora il metabolismo di zuccheri e lipidi, si preservano meglio cuore e cervello. Ma se volete davvero sfruttarne al meglio gli effetti benefici per la salute, ricordate che non conta solo quanto si fatica, ma anche la velocità che si raggiunge e l’intensità dello sforzo. Con soli tre minuti di sprint, grazie alle eserchine e non solo, si può scatenare una risposta molecolare dirompente, che comporta effetti benefici sulla salute metabolica e sull’invecchiamento biologico.
A consigliare la strategia di movimento alla Husain Bolt, ovviamente per chi ne ha la capacità fisica, è una ricerca condotta dagli esperti dell’Università Rockfeller, pubblicata su Cell Reports Medicine e coordinata da Luke Olsen. Lo studio mostra chiaramente come sull’invisibile fronte molecolare tre minuti di sprint possano produrre una risposta molecolare molto diversa (e certo più positiva) rispetto a quella che si osserva dopo 90 minuti di esercizio moderato.
Gli scienziati hanno confrontato la risposta del corpo all’esercizio fisico svolto a diverse intensità. Ed hanno visto che una serie di sei scatti di 30 secondi alla massima velocità modificano una quantità di proteine nel sangue immediatamente dopo l’esercizio di gran lunga rispetto al ciclismo lento o ad una corsa moderata di tapis roulant di un’ora e mezza. Non solo: anche la risposta delle cellule adipose sarebbe diversa, controllando il sangue dopo una serie di scatti, con cambiamenti nel modo in cui gli adipociti elaborano i nutrienti, reagiscono agli stimoli ormonali e percepiscono il bisogno di nutrienti da parte dell’organismo. Con l’esercizio moderato la reazione acuta appare molto meno significativa: in particolare, le cellule adipose dopo una biciclettata hanno mostra minime variazioni nella lora attività e solo dopo qualche ora dal termine dell’allenamento si è avuto un incremento degli acidi grassi e delle proteine di origine epatica, associato alle esigenze dell’esercizio di resistenza.
Lo studio mostra che grazie agli sprint ripetuti si [...]
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