La decisione giudiziaria blocca un ordine esecutivo che vuole limitare il voto per corrispondenza, con un impatto significativo sul processo elettorale
La Corte suprema degli Stati uniti ha bloccato le nuove restrizioni proposte dall’amministrazione Trump sul voto per corrispondenza, in una battaglia legale che si avvicina rapidamente alle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Il giudice distrettuale Carl J. Nichols, nominato da Donald Trump durante il suo primo mandato, ha stabilito che il piano del presidente «probabilmente eccede l’autorità conferita dal Congresso al Servizio postale».
L’ordine esecutivo emanato dalla Casa Bianca, e ora sospeso dalla Corte Suprema, impone agli Stati di caricare gli elenchi degli elettori su un portale in corso di realizzazione da parte del Servizio postale. Il punto è che, secondo una denuncia presentata da un whistleblower federale, il sistema potrebbe impedire a numerosi elettori di ricevere le schede.
Il Servizio postale avrebbe adottato una politica di “zero per cento di errori” in base alla quale un intero lotto di schede potrebbe essere respinto qualora anche un solo codice a barre controllato da un dipendente non corrispondesse alle informazioni presenti sul portale. Un singolo lotto potrebbe contenere decine di migliaia di schede.
«Il Servizio postale ha progettato un sistema per privare del diritto di voto milioni di americani», ha affermato il senatore democratico del Connecticut Richard Blumenthal, che ha reso pubblica la denuncia del whistleblower. Un portavoce del Servizio postale ha invece sostenuto che il sistema funzionerà correttamente. «Gli americani possono avere fiducia nel fatto che la posta elettorale sarà gestita in modo sicuro e consegnata in modo affidabile», ha dichiarato.
Quella del presidente è una battaglia legale cominciata mesi fa. Ad agosto la Corte [...]
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