
Le autorità russe accusano l’Ucraina e ipotizzano che il bersaglio fosse il generale Aleksandr Chaiko, mentre restano molti interrogativi sulla dinamica e sui responsabili dell’attentato
È ancora avvolto nel mistero l’attentato che sabato sera ha colpito il ristorante italiano Balzi Rossi, nel centro di Mosca, provocando almeno cinque morti e 19 feriti. Le autorità russe attribuiscono la responsabilità all’Ucraina, mentre Kiev non ha commentato e, al momento, non sono emerse prove pubbliche a sostegno della ricostruzione di Mosca. Resta inoltre da chiarire quale fosse il vero obiettivo dell’attacco.
Secondo la ricostruzione diffusa dalle autorità russe e rilanciata dai media locali, una donna si è presentata all’ingresso del ristorante sostenendo di dover consegnare un regalo agli invitati di una festa privata. Quando un addetto alla sicurezza ha iniziato a ispezionare il pacco, l’ordigno è esploso. Tra le vittime figura la stessa donna che trasportava la bomba. Gli investigatori non escludono che il dispositivo sia stato azionato a distanza e che la donna fosse inconsapevole del suo contenuto.
L’episodio richiama l’attentato del 2023 in cui morì il blogger filogovernativo Vladlen Tatarsky, ucciso dall’esplosione di una statuetta imbottita di esplosivo consegnatagli durante un incontro pubblico.
Secondo diversi media russi, la festa organizzata al Balzi Rossi sarebbe stata per il 55esimo compleanno del generale Aleksandr Chaiko, da poco nominato comandante delle Forze aerospaziali russe. Non esistono però conferme ufficiali sulla sua presenza al ristorante al momento dell’esplosione.
Chaiko è una figura di primo piano dell’apparato militare russo ed è accusato dall’Ucraina di aver avuto responsabilità nelle operazioni condotte nella regione di Kiev durante le prime fasi dell’invasione del 2022, comprese quelle nella zona di Bucha. Se fosse stato effettivamente presente, rappresenterebbe un obiettivo compatibile con la strategia di attacchi mirati che, negli ultimi anni, ha colpito ufficiali e sostenitori della guerra russa.
Nelle ore successive all’attentato sono emerse anche indiscrezioni sulle vittime. Il quotidiano online russo Vyorstka, citando una fonte vicina alla direzione del ristorante, riferisce che la figlia del generale sarebbe rimasta ferita. Diversi altri media sostengono inoltre che il genero di Chaiko sia morto nell’esplosione, ma anche questa informazione non ha ancora ricevuto conferme ufficiali.
Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha assicurato che gli autori dell’attentato saranno individuati e puniti. L’ambasciata russa in Italia si è spinta oltre, attribuendo direttamente la responsabilità ai “terroristi ucraini” e sostenendo che l’attacco fosse finalizzato anche a intimidire gli italiani presenti in Russia. Secondo la rappresentanza diplomatica, soltanto il tempestivo intervento dell’addetto alla sicurezza avrebbe evitato una strage ancora più grave, salvando anche lo chef napoletano Carmine Alfieri e il personale del ristorante.
Una ricostruzione respinta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. “È una balla colossale. Perché gli ucraini dovrebbero intimidire gli italiani? Semmai potrebbero essere i russi a intimidire gli italiani visto che noi sosteniamo l’Ucraina”, ha dichiarato Tajani.
L’attentato si inserisce in una fase di intensificazione delle operazioni oltre la linea del fronte. Nelle stesse ore la Russia ha denunciato nuovi attacchi ucraini con missili e droni nelle regioni di Belgorod, Saratov, Udmurtia e Samara, oltre alla caduta di un drone nelle vicinanze della centrale nucleare di Zaporizhzhia, senza danni agli impianti. Kiev, dal canto suo, ha riferito di nuovi bombardamenti russi nell’area di Kiev.
Al di là delle accuse reciproche, restano ancora senza risposta le domande centrali: chi fosse il reale bersaglio dell’attentato, chi lo abbia organizzato e se dietro l’operazione vi sia effettivamente un coinvolgimento dei servizi ucraini oppure un’altra matrice.
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